Fra le produzioni italiane Netflix propone, fra gli altri, l'incredibile storia de l'isola delle rose, che narra la vicenda strampalata ma geniale e verissima dell'ingegnere Giorgio Rosa che in pieno 1968 decise di costruire un suo stato personale posizionandolo a più di 6 miglia (e quindi fuori dalla acque territoriali italiane) al largo di Rimini.
La storia ripercorre il sogno di Rosa e del suo gruppo di amici, partendo dalla storia d'amore del protagonista (l'isola viene costruita anche per amore), fino alla sua distruzione ad opera della marina militare italiana, passando dalla prima fase "discotecara", alla richiesta prima all'ONU e poi alla corte di Strasburgo, fino all'interessamento della politica italiana e del Vaticano.
Sibilla con la sua Groenlandia costruisce l'ennesimo bel film riuscendo ad interessare e a divertire sia con la storia che con i personaggi perfettamente azzeccati sia dalla parte dei "buoni" che da quella dei "cattivi".
Interessante e divertente anche il product placement con il bar che vende solo Cynar mentre dall'altra parte si salva meno la Ducati che licenzia il padre di Rosa per fare in modo che il figlio desista dall'impresa.
Alla fine (spoiler) vincerà lo Stato italiano mettendo fine al Principato di Sealand nostrano. Omaggi a Zio Fester visto in televisione e a La notte dei morti viventi proiettato in un cinema durante una discussione fra Giorgio e Gabriella.