E' partita con una scena di His Girl Friday su vecchio tv in bianco e nero, ieri sera su A&E la prima puntata di Bates Motel - "First Your Dream, Then You Die", nuova serie cult del canale che racconta gli antefatti che hanno portato a Psycho, in pratica la Smallville di Norman Bates.
Norman, mentre sta guardando Cary Grant in tv, si accorge che qualcosa non va e corre per la casa a cercare i suoi genitori, finchè non trova il padre morto in una sorta di garage e la madre che si sta tranquillamente facendo la doccia nel bagno in fondo al corridoio. Capiamo subito, almeno, la regia ce lo fa intuire, che la madre sappia molto di più di quel che fa credere, anche perchè come sappiamo dalle parti del Bates Motel è sempre meglio lavarsi poco.
Sei mesi dopo troviamo i due che, su una mercedes anni '60 (visto che tutto farebbe credere che siamo in quegli anni), stanno percorrendo la costa come nei migliori film di Alfred Hitchcock, perchè la madre ha una sorpresa per il piccolo Norman.
Si arriva così al fatiscente, ma sempre affascinante Bates Motel, che però scopriamo essere stato fino ad allora il Seafaier Motel, che la signora Norma Louise Bates ha comprato per ricostruire una nuova vita insieme al suo figlio preferito (scopriamo da una telefonata che esiste anche un secondo figlio con il quale i rapporti non sono buoni e che molto probabilmente comparirà prossimamente per creare casini).
Arriva così il primo giorno di scuola per il Norman Bates diciasettenne e qui abbiamo il nostro primo colpo di scena: dal product placement ci accorgiamo che non siamo, come avevamo creduto fino a quel momento negli anni '60, ma nei pieni '10, visto che quattro belle ragazze in minigonna lo accompagnano con una BMW, Norman ha l'Ipod (anche se ascolta musica classica) e persino la madre (dal rumore tipico della suoneria) è in possesso di un Samsung.
Pur mantenendo i colori caldi di un horror del sud e un taglio decisamente sixty, ci siamo improvvisamente trovati nel nuovo millennio accorgendoci in contemporanea che la madre, oltre ad essere una bella donna (Vera Farmiga) e una probabile uxoricida, è anche una madre opprimente molto simile alla madre di Carrie - lo sguardo di satana che costringe il figlio a starle vicino, a non frequentare le amiche, i party, e, addirittura, a non iscriversi nella squadra di atletica del college. Ci credo che poi Norman cresce leggermente deviato.
A peggiorare le cose un giorno mentre stanno sistemando il motel si presenta il vecchio proprietario, che aveva visto il suo immobile essere messo all'asta dalla banca, che giura di vendicarsi. Lo farà la sera stessa violentando la signora Bates, che non prendendola per niente bene lo ucciderà, facendolo finire come prima vittima nel lago che, come sappiamo, poi, ne conterrà molte altre.
A questo punto non rimane che montare la nuova insegna.
Con una regia decisamente azzeccata che sa mantenere costantemente una buona dose di tensione, con le sue docce (anche il secondo morto prima dell'acqua passa da li), gli attori decisamente in parte, il product placement delle Converse insanguinate che ricordano il morto ammazzato mentre Norman è a scuola, il sadico tifo che già proviamo per mamma e figlio e il reparto marketing della fiat che mai si sognerebbe di fare in Italia una campagna così, il Bates Motel è pronto a mietere le sue vittime.
Speriamo siano molte!