Facebook Twitter Canale Youtube RSS
TELEVISIONE
15 Giugno 2026 - 23:35

SPECIALE STEVEN SODERBERGH

 Print Mail
Full Circle (Steven Soderbergh, USA, 2023)
SPECIALE STEVEN SODERBERGH

Il cognato di zia Mahabir, donna a capo della mafia guyanese di New York che ha come core business quello di uccidere barboni dopo avergli stipulato una polizza sulla vita, viene ucciso da Mr Chung a capo della triade cinese di New York. Non sappiamo cosa sia successo tra i due (l'omicidio avviene all'inizio della miniserie HBO creata da Ed Solomon), sapiamo solo che i soldi recuperati dallo scagnozzo di Mr Chung, per Mr. Chung sono troppi. 

Dalla voce fuori campo del vecchio saggio sul voodoo sappiamo che "Non ha mai inizio e quindi non ha mai fine" e quindi il cerchio maledetto che ha colpito la famiglia guyanese deve essere completato e, c'è da crederci, Full Circle di cerchi è piena. Temporali, famigliari, fatti col gesso dei campi sportivi, con riso, relazionali, di tutti i tipi e tutti intersecati fra loro.

Ma il principale va chiuso con un rito sacrificale e, per questo zia Mahabir fa arrivare dalla Guyana il fratello e l'amico della sua fisioterapista per farli diventare i killer che chuideranno il cerchio uccidendo il nipote del famoso chef Jeff.

Ma ci sono moltissime variabili che non sono state considerate che si manifestano sottoforma di personaggi che compaiono ognuno con il suo cerchio di scheletri, falsità o bugie che finiscono per incastrarsi con il cerchio degli altri.

A fare da Virgilio a tutta la vicenda, anche perchè è l'unica che riesce a comprendere e a far capire a noi poveri spettatori la/e vicenda/e, Mel (anche lei con il suo scheletro personale) l'agente federale della United States Postal Service che indagando sul caso dei barboni morti rimane invischiata anche in tutto il resto.

La coppia Solomon - Soderbergh costruisce un bel noir raffinato immerso in una New York cupa dove c'è di tutto: crimine. corruzione, omicidi, tradimenti, doppiogiochisti, voodoo, e dove non esiste un personaggio completamente pulito.

Come nella migliore tradizione del regista qualcosa dell'ordine precostituito bisogna smontare, che sia la famiglia o i servizi segreti, e, in questa serie ha la possibilità di smontare veramente qualunque cosa. Nessuno ne ese pulito (o quasi). Peccato che in questo mosaico non tutto risulta lineare, e spesso bisogna affidarsi alla nostra Mel/Virgilio e tornare indietro anche di puntate per collegare tutto ciò che ci aveva detto anche se non sempre ci si riesce.

Anche lei rimarrà alla fine sconsolata davanti ad un cockailt superalcolico in una mattina in un pub di Manhattan nell'ultima scena (in realtà la penultima) della storia.

Tantissimo il product placement ad incominciare dalle decine di Air Jordan del nipote di chef Jeff e che gli vengono regolarmente rubate dal suo stalker, ai computer Apple, dallo Swuffer alla A&W. Voto 8 

Gerardo Corti

© www.dysnews.eu