Recentemente, molti film considerati B-movie - quelli che convenivano agli studios perché molto economici, in quanto non richiedevano la partecipazione di grandi star, set e location costose o staff composti da molti tecnici - sono stati rivalutati e sono diventati dei veri e propri cult, dando vita a fenomeni di fanatismo e collezionismo. Tra i più celebri estimatori di queste produzioni di serie B c'è il cinefilo regista americano Quentin Tarantino, grande amante in particolare dei B-movie italiani e di kung-fu.
Conosciuto almeno quanto i suoi film per la sua parlantina senza freni e per la sua sterminata cinefilia enciclopedica, sia di film d'autore che popolare, Tarantino è salito alla ribalta per il suo ultimo capolavoro Kill Bill, un film molto stiloso basato proprio sui tipici film di vendetta della cinematografia orientale, cinese in particolare, i Wuxia, e giapponese. Può essere considerato come la summa artistica ed estetica di Tarantino, un complesso ed elaborato omaggio a tutti i suoi miti ed ispiratori. Nonché l’ennesimo esempio di come una mania personale dell’autore possa incontrarsi piacevolmente con un’esigenza scenica ed ancor più finanziaria: la passione di Quentin per i piedi, le scarpe Asics di The Bride bene in vista in tutte le scene salienti di combattimenti, un posizionamento eccellente e discreto seguito da un altrettanto ben calibrato merchandising che gli ha permesso anche di potersi avvalere di Uma Trhuman come protagonista (voci dicono che l’attrice abbia preteso di utilizzare solo quel particolare tipo di scarpe per le riprese…chissà perché?)
In un intreccio di product – o meglio movie – placement di cui non si rintraccia l’origine, il tarantiniano Kill Bill si ritrova catapultato nel celebre Calabrone Verde con Bruce Lee: è la stessa la musica che suona nel viaggio in aereo, sono le stesse le maschere degli 88 Folli.
Che sia un caso non vogliamo crederci; pensiamo piuttosto che l’omaggio di Quentin al mondo orientale e alle sue filosofie sfiori, molto più che discretamente, il limite “promozionale”. Soprattutto quando dall’oltralpe giungono notizie su celebri riedizioni: esce infatti nel circuito cinematografico il cofanetto Dvd del Calabrone Verde.