Finalmente sono riuscito a vedere Sinners (2025) il film di Ryan “Black Panther” Coogan che è stato indicato in quasi tutte le classifiche dei migliori film del 2025 nei primissimi posti. Recensioni entusiastiche e acquolina in bocca per riuscire a vederlo, purtroppo in streaming e non al cinema. E l’opera non delude.
Un black movie che recupera le tradizioni musicali degli afroamericani e le loro leggende per parlare di razzismo, povertà e crudeltà. Probabilmente con ben presente il mito del “blues del diavolo” di Robert Johnson (senza mai citarlo), Coogan sviluppa una trama che vede come personaggi centrali i gemelli Smoke e Stack (interpretati dal fedelissimo di Coogan, Michael B. Jordan) che nel 1932 tornano nella zona del Delta, dopo aver fatto fortuna (probabilmente con rapine e altri affari non troppo leciti, pare collaborando e truffando addirittura Al Capone) a Chicago, per aprire un locale all-black di musica, balli, alcool e cibo. Arruolano vecchi amici e amanti per gestire il locale e per suonare il blues, musica nera per tradizione. Il primo di questi è il giovane Sammie, appunto una specie di Johnson che ha "il dono di rendere la musica così vera da poter squarciare il velo tra la vita e la morte", e con il blues e con la chitarra che i due gemelli gli hanno procurato può rievocare i grandi del passato e del futuro ma anche i demoni... E i demoni arriveranno, bianchi, vampireschi, subdoli e bestiali.
Il film è un’esplosione di vitalità e di crossover di generi, cominciando come un western gangsteristico, poi si trasforma in una commedia alla Blues Brothers, e come quello avviarsi verso il musical, e trasformarsi infine in un horror pulp alla dal Tramonto all’alba (che è poi il lasso temporale in cui si svolge Sinners). Colori densi, piani sequenza dinamici, il film costruisce un mondo cinematografico che dà emozioni e piacere visivo, ma non tralascia mai il sottotesto sociale del razzismo dei bianchi contro il popolo black e l’ambientazione del periodo della grande depressione nel sud degli Stati Uniti in cui si svolge.
Il clou naturalmente è la magnifica sequenza in cui passato, presente e futuro della musica nera si incontrano e fanno diventare il locale un concentrato fantasmatico della tradizione musicale black dagli albori, con l’apparizione di indigeni africani e le radici della musica tribale, all’attualità con un rapper dei giorni nostri che suona la musica odierna. Una dimostrazione di maestria registica e costruzione scenica e visiva notevole. Finale con l’apparizione del novantenne Buddy Guy in una divertita interpretazione di Sammie anziano. Da vedere assolutamente, adatto ad un’ampia e variegata platea di spettatori. (voto 7,5)
Coca cola unica marca che si nota realmente nel possibile product placement del film.