Film svizzero praticemente introvabile dato da alcuni per disperso che grazie alla televisione Svizzera è stato recuperato in condizioni pessime e restaurato per presentarlo al NIFFF Neuchatel hatel International Fantastic Film Festival è posizionarlo successivamente sul portale del cinema svizzero. Il film incomincia con un gruppo di militari che mostrano un megabunker sotterraneo pieno di scaffali contenenti ogni genere di provviste (probabilmente girato in un grande magazzino di stoccaggio merci) pronto per la guerra fredda. La scena si sposta così a casa di uno di questi generali in pensione che vive con la moglie in una casetta isolata con giardino. La fissazione sulla guerra nucleare è sempre più insistente e quindi incomincia ad accumulare sempre più scatoloni di generi alimentari per casa. A questo punto il product placement si spreca (dimenticando e sicuramente la maggior parte aspettando una versione digitale per la lista completa su DY'S World) con Knorr, Maggi, Del Monte, Nesquik, Suchard, Chinoise spaghetti. All'inizio della perversione arriva anche un camion intero di vini Follmi, poi una volta rinchiusa a casa la moglie dicendo che fuori è scoppiata la guerra, incomincia a muoversi come un guerriero durante una battaglia fra la gente normale della città e ad addentrarsi alla migros pieno di detersivi (Ariel, Ajax) ed ogni genere di altra mercanzia rubando preziose provviste. Poi, una volta scoperto, decide che è arrivato il momento di rinchiudersi definitivamente in casa murando porte e finestre. Nel marasma della follia improvvisamente compare anche uno strano bambino. Teatrale, bizzarro, distopico, Black Out é comunque una buona variazione sul tema della guerra nucleare e dell'invasione comunista di voga in quegli anni e sicuramente sul tema della follia. Per amanti del genere.