Facebook Twitter Canale Youtube RSS
CINEMA
30 Marzo 2026 - 17:14

DIARIO VISIVO (Due film di fantascienza... tuttologi...)

 Print Mail
The end; L'ultima missione: project Hail Mary
DIARIO VISIVO (Due film di fantascienza... tuttologi...)

Due film di fantascienza recenti sono accumulabili più per ciò che raccontano per il modo in cui lo fanno, prendendo a pretesto la narrazione fantascientifica che diventa solo un “McGuffin” per parlare d’altro, presentando gli stessi difetti, la lunghezza assurda per ciò che mostrano, e il voler metter dentro troppa roba, come se fosse l’unico film che gli sia permesso di girare, finendo per mancare di coerenza e compartecipazione che giunge solo in alcuni momenti. Per il resto è sofferenza… per lo spettatore che, soprattutto nel secondo caso, non accetta ancora la costruzione emotiva strumentale come fosse sincerità sentimentale.

Il primo dei due è The end (2024) del documentarista Joshua Oppenheimer che, abbandonato il rigore e le tragedie da lui portate alla luce nei suoi fenomenali e terrificanti documentari, passa alla fiction raccontando di un mondo che volge alla fine, con solo una famiglia e poche altre persone rimaste in vita all’interno di una villa. Il film è girato come un kammerspiel in cui la parte fantascientifica (la fine del mondo che vi è all’esterno) viene liquidata con un po’ di neve ed esterni desolati. Per il resto è un gioco di rapporti ipocriti che vengono svelati andando a pescare in azioni passate dei personaggi, nelle gelosie di alcuni, nell’incapacità di superare il senso di colpa di altri, nelle differenze sociali, nell’amore che diventa veleno. Vi sono momenti ironici e momenti drammatici, vi è una continua indecisione tra film di genere, film d’autore e film hollywoodiano retrò. Infatti (e sono bei momenti ma che si intersecano decisamente male con il resto) vi sono varie sequenze in cui i protagonisti smettono di parlare e cominciano a cantare come in un musical degli anni ’50. Insomma un mezzo pastrocchio dovuto al fatto che il regista non sa prendere una strada decisa, infatti presi singolarmente i vari momenti potrebbero aver avuto sviluppi decisamente interessanti, così si perdono via. (voto 5,5).

Meglio il secondo, L’ultima missione: Project Hail Mary (2026), al momento al cinema, in cui i due registi Phil Lord e Christopher Miller, autori in precedenza di film “grand public” come Lego Movie, 21 e 22 jump street, Piovono polpette… qui si danno arie di grandi autori sfornando, sottoforma di commedia, un film di fantascienza esistenzialistica che mette insieme Ad Astra, Moon, Gravity ecc. con ET. Vi è la parte più prettamente catastrofico-fantascientifica decisamente in sottordine al resto, mera traccia narrativa, per cui il sole (e quindi il mondo) rischia l’estinzione a causa di microscopiche particelle che sono astrofaghe, ovvero si nutrono dell’energia delle stelle. Ryan Goslin è il solito scienziato superintelligente ma messo da parte dall’intellighenzia che non crede alle sue teorie ed è costretto a fare l’insegnante in Università. Di fronte al pericolo per l’umanità, l’incaricata dalle Nazioni Unite, Sandra Huller (che di catastrofi umanitarie si intende provenendo dalla terra del nazismo e della DDR: resterà per sempre indimenticabile per l’interpretazione glaciale in La zona d’interesse) lo “riesuma” e lo mette a capo delle operazioni che vuol pure dire improvvisarsi astronauta e partire per un viaggio senza ritorno verso una lontanissima stella che pare non essere intaccata dalle voraci particelle. Il film si divide in due, la parte del passato in cui si progetta il viaggio e in cui Goslin e Huller devono prendere difficili decisioni (salvare Goslin e altri due astronauti che partiranno con lui o l’intera umanità?) e il presente del viaggio in cui il protagonista incontra, con lo stesso scopo, ovvero salvare il sole, un abitante di un altro pianeta, una specie di ragno fatto di pietra, con cui comincia a comunicare (con quella fastidiosa presunzione che l’uomo sia l’unico in grado di farlo intelligentemente, come accadeva in Arrival) e a fare amicizia. Se la parte di commedia del film dà un po’ di originalità al tutto, la parte “autoriale” del passato è decisamente retorica, mentre il rapporto tra Goslin e alieno è, in maniera decisamente scontata, costruito per creare empatia col pubblico (quanti danni ha fatto Miyazaki alle generazioni che sono cresciute con lui…). E’ evidente che non condivido il voto incredibilmente alto che gli utenti di Imdb tributano a questo film dalla lunghezza estenuante e dal compiacimento elevatissimo di se stesso. (voto 6-) Molte marche tecnologiche (Casio, Roland, Leica, Apple, Panasonic, Nikon) nel product placement del film in cui si vedono però anche Range Rover e Nikon.

STEFANO BARBACINI

© www.dysnews.eu