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CINEMA
25 Gennaio 2021 - 20:25

PARTIGIANI ANTISOVIETICI

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In the dusk (Sharunas Bartas, Lituania, 2019)
PARTIGIANI ANTISOVIETICI

In occidente siamo abituati al racconto di storie partigiane in cui il nemico da sconfiggere è l’esercito tedesco e le SS naziste. Nel film In the dusk appena visto al Trieste film festival 2021, Sharuna Bartas, maestro lituano (Lontano da Dio e dagli uomini), si parla invece di resistenza partigiana contro l’invasione sovietica.

1948, alla fine della Seconda Guerra Mondiale la storica spartizione dell’Europa si stava compiendo e la Lituania stava per essere consegnata all’Unione Sovietica, ma tra la popolazione vi erano gruppi resistenti, al contrario di quelli in tempo di guerra non aiutati da nessuno e destinati al massacro, che si organizzavano e si opponevano. Il fattore Pliauga è vicino ai resistenti che si nascondono nella foresta prossima alla sua fattoria e li aiuta dandogli cibo e rifugio. Quando arrivano le truppe sovietiche a chiedere sostegno per la nuova idea comunista (che dovrebbe portare alla ridistribuzione delle terre in modo che non esistano più ricchi e poveri, padroni e servi…) Pliauga si nasconde e i combattenti si ritirano nella foresta… I “rossi” dimostreranno che la loro attitudine è tutt’altro che pacificatoria ed egualitaria ma violenta e crudele.

Il film è fondamentalmente diviso in due parti, unite dalla visione ingenua e innocente di Unte, figlio adottivo di Pliauga. La prima è una specie di dramma cecoviano che esplora i rapporti all’interno della famiglia del fattore, la seconda invece quelli tra i resistenti che non avranno a che fare solo con i nemici ma anche con i tradimenti interni seguiti da esecuzioni sommarie… In questa seconda parte non ci discostiamo di molto dalle trame di film come Miracolo a Sant’anna, Il parigiano Johnny o Il sangue dei vinti (i primi che mi vengono in mente), ma qui siamo su un altro pianeta come qualità e stile. Film contemplativo, quasi monocromatico, lento, senza colonna sonora solo sapiente utilizzo dei rumori. Perfettamente in linea con il linguaggio dei grandi autori russi.

La prima parte, più teatrale ma non meno “nera” e disperata, è dominata dalla recitazione di un grandissimo Arvydas Dapsys, attore di punta della grande tradizione teatrale lituana.

Film storico senza product placement da poter inserire.

Stefano barbacini

www.dysnews.eu

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