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CINEMA
24 Luglio 2022 - 22:56

DIARIO VISIVO

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L'immoralità (Massimo Pirri, Italia, 1978)
DIARIO VISIVO

Ecco uno di quei film che oggi nessuno avrebbe più il coraggio di produrre, o comunque che sarebbe sicuramente edulcorato rispetto a come è stato girato da Massimo Pirri, regista che nel torbido e nello sfaldamento della borghesia trovava la sua espressione e che, probabilmente proprio per questo, ha lavorato poco, troppo poco.

Siamo a Vigevano, quindi provincia italiana, un serial killer di bambine che prima violenta e poi seppellisce bambine si rifugia, braccato dalla polizia e da comitati di “bravi cittadini” dal fucile facile, in una villa di campagna. Qui dimorano il padrone di casa, il ricco ma malandato Mel Ferrer costretto su una sedia a rotelle, la moglie Lisa Gastoni nel suo classico ruolo da maliarda che consuma un uomo dietro l’altro e che mira solamente ai soldi del marito, e la figlioletta che fa 12 anni a novembre Simona (Karin Trentephol ragazzina mai più rivista al cinema nonostante l’inquietante capacità recitativa). Il fuggitivo (Howard Ross) scoperto prima dalla bimba poi dalla madre non viene affatto denunciato, anzi, diventa oggetto sessuale per entrambe (sì anche per la bambina in un rapporto sessuale pedofilo ben poche volte rappresentato come qui...) con diversi scopi, la piccola per fuggire con lui e vivere una vita libera e “adulta”, la madre per convincerlo ad uccidere il marito per ereditarne il patrimonio.

Insomma un film morboso, a tratti disturbante e assai pessimista sul futuro della borghesia e dei suoi figli (che bel trio che siamo, una mantenuta di provincia, un inutile paralitico e tu... dice la Gastoni alla figlia), sì perchè la “vittima” della disgregazione famigliare e del “mostro” non è affatto innocente e alla fine si trasformerà in un Erinni vendicatrice.

Film forte diretto forse con un invadenza eccessiva di flou e musica di sottofondo (seppur del maestro Morricone...) ma sicuramente da non lasciare indifferenti.

“Il risultato è quanto mai interessante e la vicenda (...) possiede una sua forte carica di coinvolgente tensione erotica (...) il film, grazie alla bravura degli interpreti e al clima incisivamente morboso, come un Samperi a tinte fosche, risulta riuscito.” Scrivono Bruschini e Testori sul loro Malizie Perverse (Granata X).

Davide Pulici sullo speciale Maladolescenza di Nocturno sottolinea che “non credo esista nel cinema italiano ritratto di fanciulla più terribile della Simona de L’immoralità: e non credo esista film più “osceno”, nel senso latino del termine, di irrapresentabile”.

Resta invece, citata un po’ da tutti, la stroncatura di Morandini in cui dice che Pirri “non fa film, li commette...”.

A parte le varie insegne in mostra nelle sequenze girate in centro a Vigevano, il product placement propone una Simca e poi le brand di bevande comuni a quei tempi, Pejo, Punt e Mes e J&B.

Stefano barbacini

L immoralita

Regia: Massimo Pirri
Data di uscita: 01/01/1978
Brand:
Punt&Mes

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