Come detto in Bambi nei film Disney spesso il protagonista è un orfano o un cucciolo isolato che deve affrontare il mondo, ed ecco che per il 12° lungometraggio entra in campo la madre di tutti gli orfani: Cenerentola tratto dalla favola europea di Charles Perrault. La mossa è vincente considerato il che dopo Biancaneve, la serie dei film ad episodi semi musicali fu un mezzo disastro e Cenerentola, che fu il maggior successo dell'anno, riuscì a risistemare le casse della casa di produzione di Topolino.
La storia è stranota: la povera Cenerentola, dopo la morte del padre si trova a dover fare la serva per la matrigna e le sorellastre Genoveffa e Anastasia finché a palazzo il re non organizza un ballo affinché il principe possa trovare moglie.
Il resto è storia: la fata Smemorina, gli amici animali trasformati per la zucca carrozza, la scarpetta di cristallo. Disney toglie tutte le parti cruente che invece trovate nel geniale The Ugly Stepsister (l'idea di questo speciale con Disney e versione antidisney è partito proprio da questo), anche se il film, che come al solito segue le influenze dell'epoca che in questo caso incontra le luci e le ombre del cinema noir. Per il product placement, non avendo nessun marchio, siamo costretti a citare il castello che servi da modello per i parchi Disney.