Bollywood ci ha abituato a film eccessivi, bislacchi, esagerati, enfatici ma su Netflix al momento ve ne è uno che supera qualsiasi standard. Provate ad immergervi nelle 3 ore e mezzo di Animal (2023) e poi mi direte.
A cominciare dalla durata, tutto è sopra le righe. Lo è il protagonista Ranvijay Singh, un uomo senza filtri, in lotta perenne con il mondo, vanesio, spaccone da far sembrare Ibrahimovic uno moderato, incapace di mediazione o conciliazione; maschilista e un po’ fascio, si autodefinisce maschio Alfa. Se qualcuno tocca qualche suo parente tira subito fuori il mitra, anche in classe ancora adolescente. E’ eccessivo l’interprete, Ranbir Kapoor, sempre a far vedere il fisico (anche quando per eccesso di ormoni si gonfia), a prendere pose da macho, ad incenerire con lo sguardo torvo. Lo è il suo rapporto con il padre, per cui farebbe qualsiasi cosa per ottenere qualche minuto di empatia, uno degli uomini più ricchi d’India con la sua azienda Swastika (nome piuttosto delicato al giorno d’oggi, ma non è “quella” svastica dirà il protagonista…) ed anche uno dei più… stronzi. E’ pure sopra le righe il suo rapporto con la moglie adorata (purché non parli male del padre… se no rischia che gli spari…), l’unica con il caratterino giusto per tenergli testa, che giunge a livelli di romanticismo da melodramma fiammeggiante. Sono fuori standard anche le volgarità sessuali per dimostrare la virilità sessuale del maschio (non vi sono nudi però, siamo sempre a Bollywood…). Per non parlare quando qualcuno ha la bella pensata di attentare la vita al padre, qui si scatena l’inferno con centinaia di morti e Ranvijay completamente sporco di sangue e in coma dopo aver sterminato i nemici con una specie di mitragliatrice-automobile. E poi la trama che sfugge da tutte le parti (e arriva all’assurdo quando il nostro seduce una nemica…). Insomma una baracconata incredibile che però ti fa passare le più di tre ore senza che tu ti annoi un attimo.
Uno spettacolone tra il kitsch e il trash che ti fa venir voglia di vedere, appena uscirà, anche il seguito già annunciato, Animal Park, soprattutto dopo quella scena finale da macellai (letteralmente) che preannuncia esagerazioni ancora maggiori e un “doppio” Ranbir Kapoor! “Animal si propone come la risposta bollywoodiana al nuovo cinema d’azione tamil ultravirile, con una forma del tutto singolare di individualismo selvaggio e di misoginia romantica, totalmente ignorante, talmente estrema che da confinare con la parodia” (San Helvig, Notules vod lunaire, Mad Movies) (voto dal 4 al 7... scegliete voi)
Decine di marche d’auto e moto nel product placement del film (Mercedes, Yamaha, Range Rover, Jeep, Isuzu, BMW, Roll’s Royce e forse qualcuna me la scordo) in cui troviamo anche Korg, t-shirt Rebels welcome, Brigestone. Ma quelle che resteranno in mente sono le mutande Tom Ford del protagonista.