Concludiamo finalmente la serie di film presentati al FEFF - Far East Film Festival di Udine del 2026 con uno dei migliori film visti, anche perchè non c'è nessuno che è malato o deve morire. Certo un po' di bullismo, al solito, ma giusto per far partire la vera trama.
Tratto da un romanzo di Namiki Do, All Greens è un film adolescenziale che tratta un tema particolamente scottante in Giappone dove la marijuana è considerata un grave problema punito con pene severissime.
Boku Idemi è una studentesa annoiata "e un po' odiata" dalle bulle della seconda classe di uno scalcinato istituto tecnico scientifico della cittadina periferica di Tokai-mura. La sua vita è difficile non solo per la vita periferica e per la situazione scolastica, ma anche per un padre violento e una madre succube. Si sfoga così per strada con un gruppo di "maranza" che rappano la sera davanti alle loro Jeep Gran Cherokee bevendo il Suntory 196 °C Strong Zero, utilizzando lo pseudonimo di Neuromancer dal romanzo di William Gibson.
Un giorno le viene detto che un rapper famoso fra di loro la vuole conoscere per lanciarla anche se la vera ragione è che vuole lanciarla sul tappetino Chill Vides del suo studio. Ma Boku non è stupida (ha visto e conosce un sacco di film insospettabili) e così scambia i bicchieri dove lui ha infilato la droga dello stupro e così mentre lui è stordito scopre che nella cassaforte ha decine di buste con semi di maria e, dopo che lui si è ripreso tentando di violentarla e lei difendendosi lo ha mandato in coma, decide di scappare con tutte le buste.
A questo punto non le rimane che coinvolgere le due ex nemiche bulle per costruire una serra sul tetto abbandonato sulla scuola (con la scusa di aprire per studio un club del giardinaggio) e far partire un business molto redditizio, anche se oltre i soldi incominciano ad arrivare i problemi.
All Green è un film godibile per più di una ragione. Costruito in maniera pulp da un regista che ci tiene, alla Tarantino, a mostrare la propria conoscenza di cinema, romanzi e manga avendo così la possibilità di inserire anche product placement inusuali.
Manga: si va alla libreria della catena Book Ace* dove parla con il commesso davanti ad un locker di Amazon. Fra i tanti Natsu e no Tobira di Keiko Takemiya.
Giochi: va con le socie al Karashima Bowling e alla sala giochi fra classici giochi Namco e gli Ufo Catcher.
Musica: scatoloni e adesivi della Manhattan Records e Ring a Ding Dong della cantante Kaela Kimura senza contare i cantanti citati e un dialogo su come ti frega Spotify
Riviste: molte ma lei ama i corpi maschili di Pose Catalogue
Libri: vengono letti ed usati per inserirci le dosi da spacciare. Tutti comprati nella catena Tsutaya.
Cinema: Boku ama vedere cinema d'essai in un cinemino Amaya-za Kinema dove proiettano da Godard a Cassavetes e spara citazioni a raffica.
Pubblicità: Ha una maglietta che riprende la mitica pubblicità di Coppertone con cagnolino che sfila gli slip ad una ragazza
Bastano?
Solo un ultima cosa: alle socie e ai due galoppini stralunati che hanno assoldato spiega le regole.
"Regola numero uno del club del giardinaggio, non si parla del club del giardinaggio. Regola numero due, non si parla del club del giardinaggio... Era tanto che volevo dirlo"
Voto 7