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CINEMA
16 Settembre 2011 - 13:48

L'ULTIMO TERRESTRE

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L'eroe di GIPI cameriere al BINGO
L'ULTIMO TERRESTRE

L’ULTIMO TERRESTRE – Gian Alfonso Pacinotti (2011)

 

Dobbiamo avere paura degli alieni? O peggio di quello che abbiamo ora non può accadere?

Sono gli altri esseri umani che dobbiamo temere, se non addirittura noi stessi, non gli arrivi da altri mondi. Sembra questa la conclusione che ci vuole indicare Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi (quando disegna e scrive storie a fumetti, cosa che gli riesce talmente bene da essere considerato uno dei più importanti autori italiani) al suo esordio cinematografico (sceneggia e dirige) con l’atteso “L’ultimo terrestre”, discretamente ben accolto al Festival del Cinema di Venezia appena concluso.

La storia tra il grottesco e il patetico di Luca Bertacci, cameriere di mezza età, complessato con una marcia in meno rispetto al mondo che lo circonda, misogino per autodifesa e traumatizzato dall’abbandono della madre durante l’ infanzia (ha grossi problemi con le donne anche perché “oggettivamente brutto” come lo definisce un collega), si svolge infatti nel periodo dell’arrivo degli alieni sulla terra. Nei telegiornali non si parla d’altro ma lo sbarco degli “stranieri” non getta nel panico l’umanità che si fa trovare pronta a sfruttare la cosa in termini pubblicitari e affaristici creando sette divinatorie a loro nome.

Le preoccupazioni sono solamente da parte della chiesa (sapete, la concorrenza…) e da parte delle società di calcio preoccupate che i vivai vengano invasi da “giocatori” di altri mondi (!).

Gipi si diverte a creare una visione grottesca di un mondo che sta andando a… puttane come il suo protagonista (assiduo frequentatore di meretrici) illustrando la mostruosità umana tanto da far sperare che proprio gli alieni arrivino a selezionare una volta per tutte il bene dal male.

Toni satirici e un po’ sconclusionati che ci riportano a prodotti tipo “Il disco volante” di Tinto Brass o alle cose migliori di Pasquale Festa Campanile e Luciano Salce, utilizzando la sana cattiveria di un Monicelli (non è il caso di scomodare il grande Ferreri) rallegrandoci (pur non gridando al miracolo) di questo ritorno ad un umorismo intelligente e non banale finalmente distante dalle solite commediole italiane.

Del Gipi fumettista, oltre all’umorismo cinico, ritroviamo nel film la caratterizzazione dei personaggi, dal protagonista interpretato da Gabriele Spinelli (un volto che sembra disegnato con lo stile del disegnatore Gipi), al proprietario del Bingo dove lavora che ha gli occhi di un Buster Keaton resuscitato, alle pure particolari caratterizzazioni di Teco Celio e Stefano Scherini non conformistiche rappresentazioni dell’orribile realtà che ci circonda tra manie di potere e squallido opportunismo.

Dalle esperienze teatrali di Pacinotti arrivano invece le collaborazioni di due importanti attrici del teatro di ricerca: Sara Rosa Losilla (collaboratrice della Fura dels Baus e qui costretta dentro la tuta “aliena”) e Ermanna Montanari (dal Teatro delle Albe, splendida prostituta sui generis). Notevole anche la figura del padre del protagonista interpretata da un Roberto Herlitzka in parte.

Prima di parlare di product placement è importante sottolineare come il ruolo della pubblicità è subito enfatizzato per caratterizzare la “società dello spettacolo” che è il mondo odierno. Infatti il primo appuntamento del nostro con la prostituta avviene all’interno di un’esposizione di camere e di arredamento (BERLONI) e per entrarvi bisogna passare di fianco al cartellone rappresentante la “famiglia felice” tipica delle campagne promozionali; un altro enorme poster che si trova di nei pressi dell’abitazione di Luca invita a spendere bene i soldi raffigurando un pube coperto da trasparenti mutandine.

Vero piazzamento invece per il PALABINGO NAVACCHIO e per la FERRAMENTA NUOVA RIVAS, ringraziati anche nei titoli di coda, e ambiente di lavoro (il primo) per il protagonista che è poi cliente del secondo. Nel film fanno capolino anche un I-PHONE e il pianoforte K-KAWAI.

Stefano Barbacini

©www.dysnews.eu

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