Il buon vecchio Oscar Wilde ci aveva avvertito: “attento a ciò che desideri perché potresti ottenerlo”. Ed è proprio quel che succede a Bear (Michael Johnston) nell’ennesimo horror flick licenziato dalla Blumhouse, Obsession. Bear è un bravo ragazzo, talmente bravo e timido da risultare inetto oltre ogni limite del credibile. Da tempo vorrebbe dichiararsi alla collega di lavoro Nikki (Inde Navarrete che più che altro abbiamo visto in serie tv e che qui è chiamata al suo primo ruolo importante al cinema: se la cava bene costretta a smorfie innaturali per buona parte del film) ma non ci riesce, neppure davanti ad un’esplicita domanda di lei: “dimmi la verità, io ti piaccio?”. Conscio della sua incapacità decide un ultimo tentativo disperato: ha acquistato per divertimento un bastoncino dei desideri che se spezzato li fa avverare. Naturalmente la sua richiesta è che Nikki lo ami più di chiunque al mondo. Immediatamente la ragazza si trasforma e diventa qualcos’altro, un’ossessiva amante fino all’autolesionismo e la vita di Bear diventerà una… tragedia orrorifica.
Avevo già scritto che siamo di fronte ad una rinnovata vivacità qualitativa nel genere horror americano, che negli ultimi tempi ha portato sugli schermi mondiali titoli originali e potenti con uno sguardo anche all’attualità sociale, economica e sociologica. Tra gli alfieri di questa rinascita case indipendenti coraggiose tra cui, appunto, la Blumhouse. Obsession ha la forza spudorata dei film di Sam Raimi, l’umorismo grottesco degli horror di Joe Dante. La figura di Nikki è quella di una donna che esce da ogni regola, che atterrisce l’uomo e destabilizza la società. Figura terribile e violenta con momenti agghiccianti non tanto per quello che fa (ed è molto…) ma per come costruisce una maschera espressiva inquietante (una scena potrebbe tranquillamente appartenere a Smile…).
Più che una considerazione femminista su cosa accade se si vuole obbligare una donna ad amarti, ci sembra più un’analisi dell’inadeguatezza del giovane maschio in una società e in un tempo che lo mettono in difficoltà, spronato dalle pulsioni sessuali di web e siti porno è poi frustrato dal dover sempre stare in guardia a quello che fa per non sbagliare nel comportarsi con l’altro sesso.
Obsession è il secondo film di Curry Barker, un regista che sa dosare i tempi cinematografici e gli effetti gore che non ammorbano il film e quando ci sono sorprendono per efferatezza in antitesi alle scene che li precedono. (voto 7)
Product placement poco evidente, si vedono un cartello Probe e un monitor Genie.