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CINEMA
15 Febbraio 2026 - 22:20

DIARIO VISIVO (Due film anni '80 ma non lo sembrano)

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Vecchia volpe; La maschera della morte
DIARIO VISIVO (Due film anni '80 ma non lo sembrano)

Arriva direttamente dal vecchio west Bill Miner, rapinatore di diligenza che prendeva d’assalto negli anni sessanta dell’Ottocento. Ora, ai primi anni del secolo XX, esce dal carcere dove ha scontato la pena per i 26 assalti alla diligenza che ha messo in opera. Il mondo è cambiato, strani veicoli a motore e con quattro ruote girano per le strade, le diligenze non esistono più e al cinema proiettano i primi film, tra cui The great train robbery che illumina il nostro: ecco il suo futuro, gli assalti al treno! Ha provato a mettersi tranquillo e vivere con la sorella che gli vuole bene e a fare il raccoglitore di ostriche “ma lui è uno specialista” in un altro campo e ben presto ritorna alla sua vita randagia di rapinatore. Purtroppo per lui il “grande cavallo d’acciaio” è altra roba che non una diligenza e conosce i primi fallimenti. Ricercato dalla mitica agenzia Pinckerton si deve nascondere e, nonostante la tarda età, riesce anche ad innamorarsi di una fotografa indipendente… Vecchia volpe (The grey fox, 1982), che trovate attualmente su Prime video, è un post-western crepuscolare con mattatore un beffardo Richard Farnsworth che gioca con la nostalgia per un cinema western che, come le diligenze, non esiste più (e siamo nel 1982…). Il canadese Philip Borsos al suo esordio (prima aveva diretto solo corti nostalgici sulle tecniche del passato) gira il suo unico film di una qualche rilevanza. (voto 6+) Nel film appare uno delle primissime auto prodotta dalla Cadillac, un reperto archeologico…

Prima o poi mi rimetterò a riguardare tutta la serie dei film su Sherlock Holmes degli anni ’40 interpretati da Basil Rathbone e Nigel Bruce, a mio parere quanto di meglio fatto nella storia del cinema per interpretare classicamente le storie di Arthur Conan Doyle. Quei film furono fatti in serie anche se per il grande schermo, dato che le serie tv ancora non esistevano, o comunque erano al massimo a livello di sperimentazione, e anche per i serial e questo tipo di produzioni si andava al cinema. E a proposito di serie tv nel 1968, nella seconda stagione della serie britannica The adventures of Sherlock Holmes, è Peter Cushing ad essere chiamato ad interpretare il famosissimo detective, dopo che dieci anni prima lo aveva incarnato mirabilmente per la Hammer in La furia dei Baskerville. La voglia di recuperare anche questa è tanta per tornare alla tradizione dopo gli stravolgimenti (alcuni felici altri meno) degli Sherlock anni Duemila… Tempo permettendo lo farò. Per il momento mi è capitata tra le mani una registrazione da Telemontecarlo (vecchiotta…) sull’ultima interpretazione di Cushing del detective: La maschera della morte (1984) di Roy Ward Baker. Un anziano Cushing interpreta un anziano Sherlock Holmes che ormai ha scavallato il secolo da tredici anni e viene implicato in una vicenda che preannuncia venti di Grande Guerra. Dietro le misteriose morti di tre barboni, trovati con un’espressione di terrore sul volto, ci sta un complotto delle alte sfere tedesche per prepararsi alla guerra. Visto che Holmes e Watson mettono i bastoni tra le ruote, complottano di ucciderli… Della vicenda fa parte anche Irene Adler, la nemica storica di Holmes, ormai anche lei non più giovanissima (la interpreta la sessantenne Anne Baxter). Nonostante la regia di Ward Baker non sia particolarmente energica, decisamente televisiva, e nonostante gli interpreti abbiano visto giorni migliori (ma Cushing mantiene una certa classe…), il rispetto della tradizione e dei topoi delle avventure del detective c’è e resta una goduria (le battute di Holmes, le sue intuizioni, i travestimenti per infiltrarsi nei sobborghi di Londra…). (Voto 6) Un’evidente pubblicità della BP disegnata su di un muro, unica presenza di product placement.

STEFANO BARBACINI

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