Continuando nello speciale dedicato a Sergej Ejzenstein non si può non passare da Il prato di Bezin, un film andato distrutto (secondo i critici più accreditati apposta avendolo lasciato l’unica copia esistente da sola negli uffici della Mosfilm trasferiti durante la seconda guerra mondiale per proteggere gli altri film) e di cui rimane solo il montaggio ricostruito di una trentina di minuti fatti al 90% di fotografie che cercano di ricostruire la storia.
Il film parla di un padre violento (che rappresenta la vecchia Russia) che, dopo aver ucciso la moglie di botte dopo che il figlio (la nuova Russia) si era ribellato per il bene della collettività, cerca di uccidere anche lui.
Da questo momento il padre citando la Bibbia tenta, non solo di ucciderlo, ma di dar fuoco al raccolto.
Il film non uscì mai e Ejzenstein venne accusato di qualunque cosa e così, come altre opere di quel periodo, il prato di Bezin fu letteralmente lasciato bruciare.
Peccato perché è uno dei pochi film del maestro in cui compare il product placement con la fila dei contadini che accorrono su trattori XTA della Slobozhanets (Societa Industriale Slobozhansky)