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CINEMA
13 Maggio 2010 - 19:39

Videocracy

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Basta apparire (ed infatti di marchi ne appaiono)
Videocracy Videocracy è l'opera del 2009 del regista italiano Erik Gandini (ma prodotta in Svezia), che fatto suo il taglio registico di Michael Moore tenta di analizzare l'impatto culturale della TV commerciale sulla società italiana negli ultimi 30 anni, e l'uso che di essa ne ha fatto il futuro premier italiano Silvio Berlusconi nella sua scalata alle vette della politica italiana. Accompagnato da dichiarazioni, d'uopo, sul presunto ostruzionismo che la pellicola avrebbe ricevuto da RAI e Mediaset (e che di per se creano già un ottimo buzz e passaparola, quasi fosse guerrilla marketing), il film ha ottenuto invece un buon successo alla 66ª Festival del cinema di Venezia e presso la critica. Pellicola che si scaglia contro l'imbarbarimento culturale che (questa è la tesi che viene presentata nel film) la TV commerciale avrebbe causato negli italiani, contiene suo malgrado un buon numero di riferimenti a brands noti e dei casi di product placement artistico per ovvi motivi associati al film ed al suo soggetto. Vediamo quindi Lele Mora mostrare all'operatore un cellulare Nokia di ultima generazione mentre parla delle sue convinzioni politiche, e troviamo marchi quali: Audi, Margherita e Co., Elena Mirò, Canale 5, Billionaire Club, Mediaset, La7, RAI, Geox. Senza contare le numerose scene in cui appaiono bandiere e loghi del partito del premier, Forza Italia. Ed un location placement eccezionale della Costa Smeralda presentata come "il paradiso offshore italiano". E Porto Cervo ringrazia. Marco Premi

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