Rave party nel deserto del Marocco. Un padre spagnolo, con il figlio minorenne al seguito, sta cercando la figlia adolescente che se ne è andata da casa. Finiranno per accompagnarsi ad un gruppo di outsider segnati dalla vita (uno è senza un braccio, un altro senza una gamba, tutti sembrano piuttosto tossici e sbandati). L'obbiettivo è attraversare, insieme a loro, il deserto verso sud per andare ad un altro rave dove, forse, potrebbe ritrovare la ragazza.
Inizia così un road-movie che mostra un incontro tra due tipologie generazionali contrapposte, il padre di mezza età e "tradizionale" protagonista (Sergi Lopez) e la "banda" di freak, vagabondi alla ricerca di una vita libera e senza regole. Finirà tragicamente come può esserlo l'esistenza umana verso il suo annullamento.
Sirat di Oliver Laxe, ora al cinema e visto al Neuchatel International Fantastic Film Festival 2025, è un film senza speranza, il tentativo di fuggire la vita odierna sfiancando il corpo in danze infinite o portando la mente altrove non costituiscono una scappatoia dalle assurdità del mondo che entrano in campo con notizie sull'arrivo della Terza Guerra Mondiale e con le forze militari che professano ordine e selezionano la gente con preoccupanti derive fascistoidi (piuttosto e drammaticamente attuali più che futuristiche...).
Il deserto ascetico diventa trappola mortale quando nella natura interviene l'uomo con i suoi strumenti di morte. Terribilmente bello.
(voto 7,5)
Product placement praticamente inesistente, si vedono solo tute Adidas e una benzina Univers X-Pro.