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CINEMA
7 Settembre 2026 - 12:21

ACME, IL PRODUCT PLACEMENT CHE NEGA IL PRODUCT PLACEMENT

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Coyote vs. Acme (Dave Green, USA, 2026)
ACME, IL PRODUCT PLACEMENT CHE NEGA IL PRODUCT PLACEMENT

Che ventata d'aria fresca, che godimento cinefilo, che divertimento vintage e, allo stesso tempo, che modo intelligente di utilizzare le nuove tecnologie! Non stupisce che dietro a Coyote vs. Acme ci sia quel rivoluzionario hollywoodiano che ha destabilizzato lo status quo, ormai soporifero, delle produzioni degli studios, che è Jame Gunn. L'uomo è l'ispiratore e il produttore di questo film diretto da Dave Green, uno che finora aveva realizzato due prodotti infantili, un fantascientifico e un lungo sulle Tartarughe Ninja.

Prendere i protagonisti della geniale animazione Warner dei Looney tunes di Tex Avery e Chuck Jones, ovvero Bugs Bunny, Duffy Duck, Porky Pig, Taddeo, Titty e Silvestro, Yosemite Sam e altri e farli interagire con il mondo reale non è una novità assoluta ma è geniale per come è impostato. Infatti i protagonisti sono Willy il Coyote e Beep Peep: il primo da sempre tradito dagli attrezzi Acme che regolarmente non solo non gli permettono di prendere il roadrunner ma gli esplodono in faccia oppure lo fanno finire in fondo al solito canyon dove si spiaccica con un puf di polvere, decide di fare causa nientepopodimeno che alla Acme stessa! Con finalità non proprio riparative ma per poter coinvolgere anche il pennuto e renderlo finalmente pronto da cucinare. Come, lo scoprirete vedendo l'opera.

Per far causa alla potente Acme, creatrice di oggetti per cartoons e di altri oggetti reali che vende al mondo (il product placement è praticamente azzerato da questo fittizio brand, creato proprio dagli animatori per non metter nei film prodotti riconoscibili, così che tutto ciò che si vede, oggetti animati o reali, nel film è firmato... Acme), il nostro si affida ad uno scalcinato avvocato che vorrebbe conciliare subito ma, spronato dal coyote (che non parla ma si esprime con cartelli) e dalla segretaria con forte rettitudine morale e anche con spiccata ambizione, decide di affrontare la multinazionale a cui capo vi è l'enorme gallo antropomorfo Foghorn Leghorn (Gallo Claudio in Italia), spalleggiato dall'altrettanto enorme John Cena, ex-wrestler mitico ormai trasformatosi in attore. 

Il film percorre la strada classica, con tutti i luoghi comuni al loro posto, del film di film di inchiesta e processo contro le multinazionali che sperimentano su animali (in questo caso sostituiti dai cartoons), e non solo, i loro prodotti causando danni e malattie gravi, ma questo assunto è deviato e destabilizzato continuamente riprendendo le gag distruttive dei cartoons di Avery e Jones ed inventandone altre, così che avvocato e coyote finiscono regolarmente a dover fare i conti con la "ribellione" degli oggetti che esplodono, si chiudono con loro dentro, si ribaltano ecc...

Risultato un film godibilissimo soprattutto per cinefili in vena di divertirsi senza troppo arrovellarsi sui significati dell'opera (è vero che vi è tutto il sottotesto "serio" delle nefandezze dei potenti ma è difficile prenderle sul serio quando la gola profonda è Bugs Bunny, quando lo scienziato che si mette contro all'Acme è Peter Lorre trasformato in personaggio animato, quando il traditore è la povere Titty ricattata per difendere la nonnina...e Silvestro triste perché non può darle la caccia...). In qualche modo emozionante la rappresentazione della rivalità tra Willy e Beep Beep che diventa una sorta di amicizia perché uno manca all'altro. (voto 7)

Nonostante tutto qualche marca non viene nascosta dal marcio Acme, come le auto (Nissan, Toyota, Honda, Ford) e come la rivista New Yorker o il Frontier Restaurant di Albuquerque città nella quale è ambientato il film.

STEFANO BARBACINI

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