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CINEMA
7 Aprile 2026 - 23:30

DIARIO VISIVO (Tre film dallo streaming)

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The outsider; Vadh 2; Abisso
DIARIO VISIVO (Tre film dallo streaming)

Martin Zandvliet è un regista danese piuttosto conosciuto nel suo paese, la Danimarca, e che ha ricevuto un certo riconoscimento internazionale con il film Land of mine-Sotto la sabbia nel 2015 candidato agli Oscar. Evidentemente i produttori di Netflix lo hanno notato e gli hanno commissionato un film completamente diverso da ciò che il regista aveva fatto nel suo paese. The outsider (2018) è a tutti gli effetti un film di yakuza con un cast quasi completamente giapponese in cui però il protagonista è americano, Jared Leto. Ambientato negli anni ’50 del novecento (ma se non ce lo dicessero in una didascalia iniziale si farebbe fatica a capirlo…) quando ancora gli americani erano fisicamente presenti in Giappone, racconta dell’amicizia tra il disertore Nick e il membro di una “famiglia” yakuza, Kiyoshi (la star del cinema giapponese Tadanobu Asano) nata in prigione. Dopo l’uscita i due si trovano in mezzo ad una guerra tra due famiglie e Nick riesce a diventare un vero yakuza, dopo essersi dimostrato freddo esecutore di assassini commissionati dalla famiglia, protetto, oltre che da Kiyoshi, anche dal vecchio capofamiglia. Nasce anche una complicata tresca tra Nick e la sorella di Kiyoshi, Miyu (la deliziosa Shioli Kutsuna) e un traditore geloso di lui ed avido di potere, Orochi (Kippei Shina, già subdolo e perverso Joe Morata in The forest of love di Sion Sono) gli complica la vita… Il film rispetta lo stile dello yakuza-movie con tanti silenzi, minacce non dette, riti consueti. Zandvliet gira utilizzando spesso i primi piani e creando atmosfera con piani sequenza misteriosi. Se cerca di riprodurre correttamente lo stile del cinema di genere giapponese, la trama sembra più quella di un mafia-movie americano con venature western. Osteggiato, ingiustamente, dai soliti “puristi” che non accettano che un occidentale possa riprodurre stilemi del sol levante. (voto 6+) Apparizione della Bud come possibile product placement.

Sempre su Netflix, tra le novità, troviamo Vadh 2 (2025) secondo film e secondo capitolo (il primo Vadh, appunto, mi riprometto di recuperarlo, anch’esso si trova su Netflix) della filmografia del regista Jaspal Singh Sandhu. E’ un film interessante per atmosfera e intrigo, strutturato come un giallo in cui si mostra prima l’evento poi l’intervento di un investigatore che tramite i racconti di vari protagonisti riesce a scoprire “l’assassino”. Meccanismo che piace molto nel cinema indiano, quello che meno rispetta gli standard bollywoodiani, e che però in questo caso costruisce indizi iniziali troppo facili per far scoprire ciò che è avvenuto allo spettatore limitando così in buona parte il mistero. Resta il fatto che i personaggi sono ben costruiti dando un quadro interessante della società indiana e il film si segue volentieri. Siamo all’interno di una prigione dove è appena stato cambiato il direttore che sembra essere un duro e puro che non si lascia tentare dalla corruzione e dal “laisser faire” che è modus operandi all’interno del carcere. Un criminale di crudeltà notevole (è presentato mentre mette due cuccioli sotto le ruote di un camion per fare in modo che vengano schiacciati…) è parente di un noto politico e all’interno del carcere si comporta da padrone assoluto fino a sottomettere con minacce contro i famigliari sia le guardie che gli altri detenuti. Nel carcere arriva anche una giovane ingiustamente incarcerata che diventa subito un obiettivo delle malevole intenzioni dell’uomo. Quando però lui esagera minacciando anche il nuovo direttore, quest’ultimo lo massacra di botte e lo lascia mezzo morto nella cella. Il giorno dopo il criminale sparisce… da qui comincia un’inchiesta da parte di un inviato governativo e si sviluppa la trama come detto. (voto 6,5)

Dalla Svezia su Netflix si può vedere un catastrofico molto medio, Abisso (2023), del regista prettamente televisivo Richard Holm. Protagonista è Tuva Novtny che interpreta l’addetta alla sicurezza di una miniera di nome Frigga, donna separata dal marito con un nuovo compagno e due figli con cui ha contrasti. E’ una donna indipendente, dura con uomini e figli ma capace di empatia e pronta a tutto per difenderli. L’evento catastrofico che la vede eroina, costretta a salvare il figlio finito in una fenditura profondissima, è il cedimento del terreno attorno alla miniera che sta per diventare tragico dato che in poco tempo tutto il paesino dove è ambientato è destinato ad essere risucchiato dall’abisso. All’azione (prima cercare di uscire da un tunnel in cui sono incastrati Frigga e colleghi, poi recuperare il figlio disperso) si mischia la situazione famigliare che vuol rappresentare un po’ un rapporto “moderno” tipico del nuovo millennio, con il figlio che passa il tempo sulla Play station (uno dei pochi product placement del film), la figlia lesbica e rivoluzionaria che si ribella alla poco malleabilità della madre, il marito separato con cui continua ogni tanto a far sesso ma troppo debole caratterialmente per lei (anche se poi avrà un “riscatto” importante), l’amante che davanti ad una donna talmente forte e difficile da gestire sentimentalmente ha dubbi su come proseguire il rapporto. Holm cerca così di dare uno spessore ad un film come detto molto standard senza riuscirci un gran che. (Voto 5,5) Toyota unica marca presente.

STEFANO BARBACINI

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