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CINEMA
7 Gennaio 2026 - 14:37

HONDA DA PEZZENTI, STELLANTIS DA BENESTANTI...

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Una di famiglia (Paul Feig, USA, 2025)
HONDA DA PEZZENTI, STELLANTIS DA BENESTANTI...

Tanti sono i film fatti su babysitter e governanti malefiche e assassine e tanti quelli in cui questi personaggi sono vittime di serial killer e pazzi. Questo carattere viene utilizzato spesso in queste situazioni per due motivi, uno è il fatto che di solito si tratta di una bella ragazza, l’altro è che siamo di fronte ad un estraneo che entra in una casa altrui con facilità, senza bisogno di troppi sotterfugi. L’ennesimo caso è al momento al cinema in Una di famiglia (2025) di Paul Feig, attore e regista che molto ha lavorato per la televisione e per il cinema per cui ha girato solo qualche commedia (il ritorno del 2016 dei Ghostbusters, prima Spy, Corpi da reato, Le amiche della sposa… robe così). Qui ci dà una black comedy che mischia il sangue con il romantico, il kitsch con l’horror, la distruzione della famiglia con la feroce caricatura della differenza di classe sociale.

Intanto, diciamolo subito, qui le belle, e anche parecchio, donne protagoniste sono due, Sydney Sweeney e Amanda Seyfred, ma non è da meno l’uomo di casa, il solito fusto wasp, american beauty 100% (bellezza ormai un po’ standardizzata nel cinema hollywoodiano), Brandon Sklenar, un incrocio tra Richard Gere (giovane) e Hugh Jackman (in versione Wolverine). La Sweeney è la babysitter, una senzatetto in libertà vigilata (deve scontare ancora 5 anni) di nome Millie, che si fa passare per una laureata con tanta esperienza mentendo spudoratamente con il suo curriculum. La padrona di casa è Nina (la Seyfred) che apparentemente accoglie benissimo la pretendente al posto di governante e la assume. Peccato che da subito si capisca che tutta questa affabilità cela cattiveria e incostanza umorale. Infatti Nina sembra una psicopatica che se la prende con Millie per azioni che non ha mai commesso o che le sono state commissionate proprio da Nina che poi ritrae. Insomma un piccolo inferno che Millie riesce a tollerare solo per la gentilezza e le attenzioni di Andrew (Sklenar), il marito di Nina, attenzioni che finiranno per sfogarsi a letto… e siamo solo all’inizio. Non continuo con la trama perché non vorrei spoilerare i tanti avvenimenti che ne seguiranno, vi dico solo che se guardate il film, ne vedrete delle belle e… brutte…

A chi piace cogliere i dettagli visivi in un film vi consiglio di soffermarvi sugli occhi delle protagoniste, l’una, la Sweeney, con quelle palpebre sempre mezze chiuse sugli occhioni che la fanno sembrare quasi un’orientale e quelli dell’avversaria, la Seyfred, che gli occhi li ha sempre a palla, tipo la Meloni per intenderci… Anche così i registi riescono a dare un’impronta psicologica ai personaggi.

Il film è foriero di divertimento, soprassalti per alcune scene piuttosto crude, con un finale ridancianamente demenziale, ma anche troppo trash in alcuni momenti, mi riferisco alle scene di idillio famigliare o di sesso trattati come in una normale commedia erotica (ok che l’intento è ironico ma anche meno, come direbbero i giovani…) e alcuni passaggi sono tagliati con l’accetta (metaforica…). (Voto 6)

Nel product placement l’Honda della Sweeney non ci fa bella figura di fronte all’Alfa Romeo della Seyfred e il SUV Wagoneer di Sklenar. Oltre alle auto abbiamo presenza del Mac Apple, di merendine Whopper e Junior mints, del Martini bevuto dagli amanti, della Olipop (a new kind of soda come è pubblicizzata sul web). Pare un fake invece l’acqua in bottigliette che ha un’importante posizionamento ma che non mi pare esistere, forse una scimmiottatura di Evian…

STEFANO BARBACINI

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