Nella sezione animazione del BFM - Bergamo Film Meeting del 2026 uno spazio è stato dedicato a Alexander Alexeieff e alla tecnica di animazione dello pinscreen da lui inventata nel 1932 e brevettata dalla moglie Claire Parker nel 1935 che si basa sulle ombre di spilli mossi e diversamente illuminati. Il primo film visto è il cortometraggio del 1933 Une nuit sur le mont chauve dove sulla musica di Musorgskij si vede la luna che illumina vari fantasmi e presenze fra cui un bambino e una strega che si mischiano fra loro. Nel corso del festival si sono visti sia i suoi film che quelli dei suoi alievi come Jacques Drouin, che ha illustrato al cinema dell'auditorium le innovazioni apportate anche variando distanza e verso con la macchina da presa, durante la presentazione del suo capolavoro Le paysagiste (un artista dipinge talmente bene un paesaggio naturale da perdersi dentro) del 1976.
Alexander Alexeieff nel 1962 venne contattato da Orson Welles per aprire la sua personale versione de Il processo di Kafka.
Il film, anche questo proiettato al festival, racconta di Joseph K (Anthony Perkins), un avvocato dalla vita tranquilla che viene arrestato senza nessun motivo e portato a processo. Lui non capisce le accuse ed incomincia a girovagare in una sorta di set senza uscite alla ricerca di qualcuno che gli dia una spiegazione ma, man mano che incontra strani personaggi, la situazione si complica e lui incomincia a rassegnarsi al destino che il sistema ha in serbo per lui.
Al contrario di Kafka, Welles ambienta il film in un universo surreale e grottesco costruito sulle macerie della seconda guerra mondiale con pianisequenza che rincorrono il protagonista passando da paesaggi desertici a saloni immensi con centinaia di persone al lavoro tutto come fosse una prigione. E in questa sorta di quadro onirico l'incipit con la porta della legge vista dagli spilli di Alexeieff ne è il perfetto inizio. La critica dell'epoca si divise sul film. Per me voto 8. Inutile dire nessun product placement.