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CINEMA
5 Gennaio 2021 - 20:41

LA DOLCE VITA E LA SAN PELLEGRINO

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Fellini degli spiriti - Anselma Dell'Olio - Italia, 2020
LA DOLCE VITA E LA SAN PELLEGRINO

Si conclude con il 2020 la ricorrenza del centenario della nascita di Federico Fellini. Tra i tanti omaggi Raiplay ha mandato in onda l’interessante, seppur non esaustivo (ma ce ne vorrebbe uno con durata di più ore per raccontare con completezza la figura del Maestro), documentario di Anselma Dell’Olio che ha come fine di evidenziare la parte spirituale di Fellini.

E’ noto il suo interesse per il misterioso, il soprannaturale, il subconscio. Magia, spiritismo, astrologia, cartomanzia, esoterismo sono tutti campi che hanno sempre interessato il regista e ne hanno formato la vena artistica. Alternando filmati tratti dalle sue opere a brani d’intervista d’archivio allo stesso FF e ad interviste a registi (Friedkin, Gilliam, Chazelle), critici e studiosi (Farinelli, Tassone, Minuz), collaboratori (i musicisti Piovani e Rota, gli scrittori Angelucci, Bentivoglio, De Carlo, Ascione, Cavazzoni, le amiche e confidenti Annalisa Carlucci, Marina Ceratto, Marina Cicogna, Vincenzo Mollica) e ad attrici (Sandra Milo, Anouk Aimée…) la Dell’Olio interroga su questi legami “ultraterreni”.

Partendo da immagini del suo funerale, di Fellini, la documentarista divide il film in vari capitoletti che prendono i titoli dagli esagrammi dell I-Ching (Il creativo; L’avvicinamento; Il ricettivo; Il nutriente; La verità interiore; Il tuono…) facendo partire il cambiamento nell’uomo e nel regista Fellini in senso “esoterico e psicanalitico” (avvenuto con 8 ½ e Giulietta degli spiriti, il film più “analizzato”) con la svolta più “visionaria” dopo i primi film più umanistici e “sociali” all’incontro con lo psicologo Bernhard da lui spesso frequentato; a questo bisogna aggiungere la folgorazione per la lettura di Jung (spesso citato e che vediamo pure in una vecchia intervista). Sia con le scene tratte da Giulietta degli spiriti che con le parole di Gilliam si capisce comunque che l’interesse per oroscopi, maghe e psicologia è serio ma filtrato dall’ironia che resta la principale modalità espressiva di Fellini da quando ha iniziato con disegni satirici alla sua fine.

Diverso è il discorso con l’incontro di Gustavo Rol, il sensitivo e mentalista che FF prendeva talmente sul serio da diventare la causa dell’abbandono dei sui progetti più sentiti, Viaggio a Tulum e Il viaggio di G. Mastorna.

Altro capitolo del film è riservato al rapporto di FF con la fede, con la chiesa e con la sinistra. Si torna agli inizi e alla trilogia La strada, Il bidone e Le notti di Cabiria definiti da alcuni i suoi film più “religiosi” e al controverso La Dolce Vita, il capolavoro all’inizio accolto con diffidenza da critici, religiosi e politici.

Quando parlo di incompletezza per questo documentario che presenta comunque interessanti questioni, mi riferisco alla mancanza dell’approfondimento dell’altra fonte importante per lo sviluppo delle opere di FF. Solo alcuni accenni infatti vengono fatti alla parte della memoria e dell’onirismo, del ricordo e del sogno, liquidati in fretta rispetto a psicologia, ultraterreno e fede. Infatti non troviamo quasi nulla di film come Amarcord, E la nave va e La città delle donne espressioni più limpide di ritorno all’infanzia e alle pulsioni giovanili per soffermarsi invece su “La voce della luna” film decisamente minore rispetto a quelli.

La Dell’Olio decide di inserire, tra le immagini tratte dai film, le sequenze de La dolce vita in cui vi è product placement più evidente, la scena della prostituta davanti al cartellone dall’acqua San Pellegrino (e subito dopo immagini della pubblicità dei Lampadari Fiorentino) e altre in cui vi sono Air India e Alitalia. Da Roma arriva la Shell… tutte casuali?

Stefano barbacini

©www.dysnews.eu

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