Giornata impegnata a recuperare film di qualche anno fa che non avevo ancora visto. Per il primo, questo A Royal Weekend, non è che avessi grandi speranze di qualità ed infatti il buon Roger Michell, una specie di Ivory revisited, non riesce a scrollarci troppo dalla noia con la sua opera divisa tra storia e Storia.
La storia è quella di Franklyn D. Roosvelt e del suo rapporto con una lontana cugina, Daisy, che ne diviene l'amante (ma scoprirà a suo danno di non essere l'unica...).
La Storia riguarda l'incontro a casa di Roosvelt con i reali d'Inghilterra (Giorgio VI, il re de Il discorso del re e la regina Elisabetta I) giunti in America per chiedere il sostegno degli Stati Uniti per affrontare la guerra, prossima, contro Hitler.
Pare di capire che l'intento del film sia quello di umanizzare due degli uomini più importanti della terra; la prima parte riguarda quindi la vita privata del più potente uomo della terra (il Presidente degli Stati Uniti) mostrandone le debolezze, più che a causa della polio che lo costringe in sedia a rotelle, a causa di una "sudditanza" emozionale nei confronti delle donne che lo circondano: la madre dispotica, la moglie rassegnata ai tradimenti ma non a perdere la posizione di first lady, la segretaria-amante che sa di avere un ruolo importante al fianco dell'uomo nonostante conosca benissimo la sua situazione di non-esclusività, infine Daisy, veramente innamorata di FDR e irritata dall'apprendere di non essere l'unica amata ma che, dopo un primo momento di irritazione, accetta la situazione dimostrandosi più forte dei capricci del Presidente.
La seconda parte, quella che riguarda i reali, parla invece dei problemi del re d'Inghilterra, balbuziente, sicuro di non essere il re giusto per la sua nazione, costantemente bacchettato dalla moglie (anche in questo caso la donna pur in un ruolo subalterno si dimostra migliore caratterialmente dell'uomo) e sempre messo a confronto con il fratello (il re Edoardo VII vero erede della corona che ha abdicato in suo favore).
I due uomini in una scena girata "come si deve" metteranno a confronto le loro personalità trovando un affinità comune sia umanamente che politicamente (come sappiamo gli Stati Uniti entreranno come alleati nella Seconda Guerra Mondiale).
Gli unici momenti che salvano dalla noia e strappano qualche sorriso sono i confronti tra lo stile di vita inglese (ancora tardoottocentesco) e quello americano (proiettato nel novecento), tra nobiltà snob e grossolanità dei party a base di cocktail e hot dog...
Buono Bill Murray, ottimo Samuel West, deboluccia la Linney.
Oltre alle auto d'epoca spicca il MARTINI, unico product placement.