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CINEMA
1 Gennaio 2021 - 10:54

DIARIO VISIVO (Jeff Lau)

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Carry on hotel (Jeffrey Lau, HK, 1988)
DIARIO VISIVO (Jeff Lau)

Dopo i due Haunted cop shop, Jeff Lau continua con la comicità e la parodia "cinefila" dirigendo e sceneggiando (stavolta senza più Wong Kar-wai come sodale) Carry on hotel.

Il film è composto da due scenette e tre episodi più lunghi. Il tutto viene ambientato in un Hotel di Singapore dentro il quale si sviluppano incontri e presenze buffonesche. All'inizio vediamo un direttore di un hotel concorrente presentarsi come cliente per spiare e sabotare gli affari ma, causa la sua debolezza per le belle figliole e per l'alcol, finirà dentro a situazioni da slapstick comedy. La seconda scena breve vede invece due amanti voler consumare il loro rapporto in incognito nella stanza dell'hotel per scoprire però che in ogni angolo vi è una videocamera (rigorosamente SONY) che li riprende costringendoli a varie peripezie "comiche".

Poi vi sono i tre episodi lunghi, ognuno dei quali omaggio e parodia di generi cinematografici, dimostrando la cinefilia in cui nuota Lau. Il primo vede un ladro presentarsi alla reception e venir scambiato per il proprietario dell'Hotel mentre il suo unico scopo è quello di rubare nelle stanze e nella cassaforte dell'albergo. La scena principale vede il nostro presiedere una cena di gala con tutto il personale che per rispetto replicano tutto quello che fa lui. Appena se ne accorge comincia, nella miglior tradizione (da Chaplin a Totò), a fare cose assurde tipo abboffarsi di spaghetti senza mani, mettere cibo nelle tasche, gettare tovaglioli... e tutto il personale, succube, a ripeterle. L'episodio è un omaggio ad Arsenio Lupin ma anche alla sua parodia, ovvero la serie di Fantomas con tanto di maschere per alimentare la commedia degli equivoci e degli scambi di persona.

Il secondo episodio vede una guida turistica diventare vittima di una coppia di belle ragazze arrapanti ma... pericolose con tendenze omicide. Parodia hitchockiana non particolarmente riuscita.

Infine un omaggio alla commedia romantica in cui si sviluppa una storia d'amore tra un operaio dell'hotel e una sua sua collega, con le stesse mansioni, innamorata di lui. Il nostro però ha occhi solo per un impiegata, donna di tutt'altra "classe". Piuttosto convenzionale. Il tutto firmato NIKE, infatti sia il cappello che il protagonista ha sempre in testa, sia le scarpe indossate da lei mettono in mostra il noto brand.

Il film che vede la presenza di grossi nomi della commedia di Hong Kong (Jacky Cheung, Kent Cheng, Eric Tsang, Richard Ng...) e belle attrici piuttosto famose in patria come Cecilia Yip e Cherie Chung ma ha un grosso problema: non fa ridere. Che per un film comico non è problema da poco...

Detto di Sony e Nike, il product placement del film si completa con le auto (Toyota, Mercedes e Volkswagen) e una moto Kawasaki.

 

Stefano barbacini

www.dysnews.eu

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