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28 Gennaio 2012 - 12:24

L'ORA NERA

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Mosca distrutta, si salva...MC DONALD'S!
L'ORA NERA

L’ORA NERA – Chris Gorak (2011)

Due informatici americani di belle speranze, creatori di un popolare social network, arrivano a Mosca per scoprire di essere stati “fregati” da un loro collega svedese trafficone più sveglio (“dopotutto dove rubare qualcosa a qualcuno se non a Mosca?”). I due cercano di rifarsi della cocente delusione davanti ad alcool e birra e facendo conoscenza, grazie all’onnipresente (in questo film) BLACKBERRY, con un paio di belle ragazzotte connazionali.

Quando ci sembra di essere finiti dentro ad una versione russa di “The social network” ecco il colpo di scena (!?): luci dal cielo, la terra è attaccata dagli alieni!

Esseri schermati da uno scudo energetico che oltre a renderli invulnerabili li fa anche invisibili.

Sparano raggi che polverizzano tutti gli umani incontrati come facevano gli extraterrestri de “La guerra dei mondi” e cominciano a distruggere Mosca come altre città mondiali.

I nostri ragazzotti, raggiunti anche dall’ex amico, quello che li ha derubati, insieme alle due ragazze riescono a salvarsi dalla distruzione infilandosi per giorni in una cantina.

Quando trovano il coraggio di uscirne si ritrovano a girare per le strade della città vuota e piena di macerie come ne “L’ultimo uomo sulla terra” (restano integri e ben visibili solo i cartelloni stradali dell’evidente product placement della MCDONALD’S). Niente vampiri qui ma solo le minacciose creature “elettriche”, la cui presenza è mostrata solo dalle lampadine e dai congegni elettronici che si attivano al loro passaggio, pronte ad atomizzare qualsiasi creatura vivente.

Il gruppetto di giovani riescirà a incontrare altri sopravvissuti tra cui un geniale ciccione russo, che ha scoperto il punto debole degli alieni, e una banda di “resistenti” che pare uscita da un postatomico di Margheriti.

Scoperta la possibilità di una via di fuga a bordo di un sottomarino dell’esercito Sean, il più intrepido dei ragazzi, prende in mano la situazione e si mette a capo del manipolo di uomini lanciando la riscossa dell’umanità contro la minaccia arrivata dai cieli, in perfetto clima da action movie di serie Z americana.

Già il pompatissimo dittico di Bekmambetov “I guardiani del giorno” e “…della notte” ci era sembrata una bella cazzatona, questa produzione scimmiottante le fanta-cafonate di Emmerich (con budget decisamente ridotto) conferma la rozzezza e la scarsa originalità del russo qui solo produttore ma decisamente “coerente” con il resto della sua filmografia.

Per girare questo noioso prodotto di genere si è alleato con gli Stati Uniti prendendo da lì gli interpreti protagonisti (tutti piuttosto scialbi) e il regista. Quest’ultimo è Chris Gorak già autore di un altro futuristico-catastrofico (il suo esordio, migliore di questo, “Right at your door” verteva su un attacco terroristico a L.A. con diffusione di un virus mortale e decimazione della popolazione della città) e art director per “Minority Report” e “Fight Club”, fra gli altri.

Riescono a sollevarci dal tedio solo gli splendidi palazzi storici di Mosca che svettano tra le piazze e le strade deserte e qualche immagine esaltata dal 3D come quella  dell’apparizione delle “luci” degli alieni nel cielo e quella finale dove il sottomarino si allontana in mare con l’acqua che sembra essere ad un passo dall’invadere la sala.

Stefano Barbacini

The Darkest Hour

Regia: Chris Gorak
Data di uscita: 01/01/2012

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