Facebook Twitter Canale Youtube RSS
Dettaglio News
27 Luglio 2010 - 11:00

Barba e Dintorni

 Print Mail
BRAND: IL TRIDENTE D'ATTACCO DEL CINEMA POPOLARE ITALIANO
Barba e Dintorni

TOGLI LE GAMBE DAL PARABREZZA (Massimo Franciosa-1969) Apprezzato sceneggiatore di drammi e commedie popolari negli anni 50 e inizi dei 60, collaboratore quasi fisso di Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa passa alla regia nella prima metà degli anni 60 e dopo un paio di operine dimenticabili partorisce, nel 1969, questa pellicola che è praticamente un remake non dichiarato di La Voglia Matta di Luciano Salce datato 1962. Anche qui un maturo ingegnere interpretato da un Alberto Lionello, gigione quanto basta (in La Voglia Matta il ruolo, simile, era di Ugo Tognazzi), si lascia tentare da un'avventura con una minorenne da cui è attratto rendendosi alla fine ridicolo. In questo caso la ragazza che si vuol portare a letto è una bella autostoppista (Carole André), a cui racconta che con la moglie le cose non vanno bene (in verità ha incubi in cui teme la reazione della consorte), cerca di farle capire che è un uomo moderno e ancora giovane, fa il bullo con un ometto con cui viene a discutere e, insomma, tutte le corbellerie di un uomo di mezz'età nel pieno di una crisi ormonale che vede ormai sfuggire la possibilità di giacere ancora con un corpo fresco di gioventù. Nel frattempo scopre anche che la figlia (una burrosa Orchidea de Santis che contrasta splendidamente con la sua bellezza solare con quella più fredda ed elegante della André), della stessa età di quella di cui si è invaghito, comincia a scoprire il sesso e le due cose lo mettono in difficoltà con la propria coscienza. Infatti uno dei (pochi) pregi del film è il coraggio (che a quei tempi era decisamente più abbondante di oggi) di affrontare tranquillamente il tema dell'incesto, dell'attrazione degli uomini maturi per le ninfette e la ricerca di queste ultime di "fare l'amore con il padre". Inutile fare altri paragoni con "La voglia matta" (film decisamente superiore sia per quel che riguarda gli interpreti, Tognazzi-Spaak vincono facile contro Lionello-Andrè, ma anche per quel che riguarda la regia in cui Salce si dimostra decisamente più capace che non il pur volenteroso Franciosa), ma prendiamo questa operina per quello che è e, soprattutto, passiamo a ciò che ci ha interessato a scrivere di questo filmetto ormai di difficile fruizione. Infatti Togli le gambe... risulta essere esemplare per presentarci il trio di punta del product placement del cinema popolare degli anni 70. Se volessimo (e bisognerebbe che noi di Dy's prima o poi lo facessimo seriamente) analizzare le brand presenti nelle commedie sexy, nei gialli o negli horror italiani del grande cinema "basso" di quegli anni, tre di esse svetterebbero su tutte, ne sono certo. Presentiamo le nostre in ordine di apparizione. Ad un certo punto il nostro, caricata la ragazza sull'auto, si ferma con lei in un locale ed insieme sorseggiano, con tanto di bottiglia in primo piano un PUNT E MES che accompagna i primi turbamenti del protagonista. Poco dopo, quando Lionello riesce a convincere la Andrè a restare con lui anche il giorno successivo, si fermano in un ristorante/hotel per passare la notte e qui consumano una cena in cui vi è un abbozzo di erotismo con il cibo (i due mangiano avidamente verdure falliche e ciliege con gioco di... lingua) e alla fine abbandonano il desco su cui restano solo ciliege e.... una bottiglia di acqua PEJO. A questo punto il votro cronista assiste curioso al possibile arrivo del terzo e più importante prodotto che ha infestato i fotogrammi di tanti film di genere. Sì perchè, utilizzando una metafora calcistica, se sono scese in campo le due ali del nostro tridente d'attacco manca ancora il cannoniere del campionato!!! Ed eccolo che non si fa attendere troppo. Lionello rimasto solo nella hall dell'hotel assiste all'arrivo di un ospite sceso da una camera che esclama all'uomo dietro al bancone: "Ehi ti sei dimenticato il mio Whisky! Me lo devo venire a prendere io" ed ecco che appare, passando di mano dal secondo al primo, la bottiglia di J&B. Il tridente PEJO-J&B-PUNT E MES è pronto a vincere la partita. A questo punto il whisky più bevuto dai caratteri del cinema italiano diventa protagonista anche più avanti nella storia quando nel momento clou (sembra che Carole si sia decisa a darla a Lionello "ma, per poter fare all'amore ha bisogno di qualcosa di forte"). L'arrapato ometto si fionda in cucina dove è segregato il padrone di casa (un pittore suo amico che gli ha prestato l'appartamento, interpretato da Leopoldo Trieste) che si premura di consigliarlo sul whisky da utilizzare in questi casi. Dopo la scelta di un'anonima bottiglia egli sbotta in un: "No questo è whisky scozzese, è da musica da camera, va bene da audizione". Lionello nella suo patetica maglia con su SNOOPY, sempre più agitato, ne prende un'altra: "No questo è da uomo politico, non va bene". Finalmente viene scelto il J&B: "Questo va bene, va servito con acqua brillante!". Insomma, un vero e proprio Carosello inserito nella diegetica del film. Manca solo il ritornello finale "Se vuoi trombare, il J&B devi sorseggiare"... Detto di tutto ciò non bisogna dimenticare che questo è anche un film in cui la banana Chiquita ha un ruolo tutt'altro che secondario. Infatti il frutto fallico per eccellenza viene più volte degustato e, nonostante non sia mai citata la marca, Lionello ad un certo punto si trova circondato da chioschi di banane con il "bollino blu" bene in vista e, se ciò non bastasse, indovinate come il protagonista chiama la moglie in confidenza... ma "CHIQUITA cara", naturalmente...

Stefano Barbacini

Togli le gambe dal parabrezza

Regia: Massimo Franciosa
Produzione: Turis
Data di uscita: 01/01/1969

Attenzione: l'accesso ai link č riservato agli abbonati Dy's World


© www.dysnews.eu