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CINEMA
31 Maggio 2020 - 19:10

DIARIO VISIVO (Herschell Gordon Lewis)

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Just for the hell of it (Herschell Gordon Lewis, USA, 1968)
DIARIO VISIVO (Herschell Gordon Lewis)

La canzone beat che fa da traccia lungo tutto il film è esplicativa del contenuto di questa opera del 1968 del nostro Herschell Gordon Lewis:

“They’re a wild wrecking crew with nothing to do but destruction!”

Infatti tra una canzone rock’n’roll (suonata dal vivo dalla band del figlio di HGL, Robert) e il solito jazz, un party e un vagabondaggio per la città, un gruppo di pessimi giovinastri, uomini e un paio di donne, passano le loro giornate a distruggere i mobili di case e hotel, ad incendiare i giornali a povere vecchiette, a far cadere gli invalidi e, in un’escalation senza fine a picchiare bambini e a umiliare e violentare ragazze. A ciò cerca di opporsi Doug, ragazzone wasp che vista importunata la sua ragazza Jeanne prima ha uno scontro “pugilistico” con uno della banda poi minaccia il leader subendone le conseguenze. Jeanne verrà stuprata in gruppo e il finale non può che portare a morte e violenza con gli adulti (testimoni e poliziotti) che non capiscono mai il problema. Sarà sempre la canzone (Destruction Inc. scritta dallo stesso HGL sotto lo pseudonimo di Sheldon Seymour) a darci il commento finale “if you’re looking for a moral/Then you’re heading for a wall/Cause the story of the story/Is there’s no moral at all”.

Il film inizia in maniera scanzonata nonostante la rabbia rivolta alla distruzione del mobilio ma le prime “cattiverie” sembrano ragazzate, scherzacci ma poi durante il film l’aria comincia ad appesantirsi e i “simpatici” compagni diventano insopportabili e criminali solo per il gusto di esserlo. Quei gruppi di teppisti che ancora oggi esistono e che ti fanno venir voglia di una giustizia sommaria anche se da questa mentalità cerchi di tenerti lontano…

Il film non è particolarmente meritevole perché Lewis trascina un po’ troppo le cose e diventa ripetitivo e solo nel finale accelera con anche un breve nudo e una rappresentazione grafica del post-violenza subito da Jeanne che fa ricordare i suoi gore. La mancata catarsi totale finale va però a suo merito: “Questa è la fine del film ma la violenza continua…”

La Mustang della Ford è il solo product placement anche se ci sarebbe da approfondire la presenza di una vendita di hamburger che porta sulla tenda la scritta Burger King non con il logo solito e ci chiediamo, essendo marchio registrato, sarà un negozio della franchigia o un atto “illegale” del proprietario?

Stefano barbacini

Just for the Hell of It

Regia: Hershell Gordon Lewis
Data di uscita: 01/01/1968

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