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CINEMA
29 Settembre 2018 - 20:59

DIARIO VISIVO (Janet Agren)

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La più bella serata della mia vita (Ettore Scola, Italia, 1972)
DIARIO VISIVO (Janet Agren)

L’apparizione di Janet nel suo primo vero film d’autore italiano è memorabile: motociclista vestita di pelle nera con ampio spacco frontale entra con prepotenza fisica e feticista nel film e nella vita del protagonista interpretato da Alberto Sordi. E’ lei che con le sue grazie attira il nostro nel castello “svizzero” (in realtà il bolzanino castello di Tures) dopo che è restato in panne con la sua Maserati. Ed è lei che senza dire una parola lo convince a restare a cena: bastano i suoi capelli biondi che cadono sull’abbondante sedere nudo in una visione rubata dal protagonista aprendo la porta sbagliata.

Alfredo Rossi (Sordi) è il tipico intrallazzone arricchito che va in Svizzera per depositare presso le sue banche una valigia di denaro per ingannare il fisco, il tipico italiano sbruffone e figlio di… Quando arriva al castello e incontra i quattro magistrati in pensione (Scola è riuscito a mettere insieme quattro “senatori” del cinema francese del calibro di Charles Vanel, Pierre Brasseur, Michel Simon e Claude Dauphin) non è particolarmente attirato dal conte padrone di casa e dai suoi pari e non è particolarmente solleticato dalla  prospettiva di diventare l’imputato “per gioco” di un processo alla sua vita condotto dai nostri quattro in vena di prolungare (principalmente a tavola tra innumerevoli portate e prestigiosi vini) la loro ormai conclusa attività professionale. Ma come si fa a lasciar andare la possibilità di un’avventura con la bellissima “femme de chambre” interpretata dalla Agren?

Ecco che resta e, coinvolto dal gioco/non gioco, sviscera tutti i suoi “peccati” e le non limpide operazioni che ha compiuto per diventare un ricco trafficone dopo esser cresciuto nella povertà (tradimenti, prossenetismo, imbrogli e, forse, anche la complicità in un omicidio). Fino al finale metaforico e a tratti surreale.

Tratto dal romanzo del grande Durrenmatt  “La panne. Una storia ancora possibile” è un film in cui il processo è alla figura protagonista delle commedie all’italiana. Alfredo Rossi non per nulla interpretato dal maggior rappresentante di quel genere di film, è il tipico antieroe del cinema italiano che rappresenta l’esaltazione della furberia dei nostri connazionali, è in pratica il film che potrebbe esser stato scritto dai critici detrattori della commedia dei vari Risi & Co. per via della positività con cui venivano presentati i loro protagonisti esaltando gli aspetti negativi del tipico italiano medio. Sordi nel film di Scola ripudia il suo difensore (Brasseur) che cerca di spiegarne le azioni scorrette con l’ignoranza e la mediocrità del suo assistito ed esalta invece colui che fa la parte dell’accusatore (Simon) perché Rossi si sente fiero dei propri espedienti, della propria amoralità, della propria crudeltà perché con quella è diventato qualcuno e ha fatto fessi gli altri. Che a Scola interessi questo aspetto del racconto è anche confermato dal fatto che il suo film si distacca dalla cupezza e dall’autoanalisi del personaggio del romanzo per trasformalo in qualcosa di più grottesco e “divertente”, un personaggio da commedia (tragica) per l’appunto.

La nostra Janet Agren non è la protagonista del film ma il suo personaggio è sicuramente il più importante di questi suoi primi anni di carriera ed è l’elemento carnale ma allo stesso tempo metafisico e morale del film.

Di Maserati abbiamo già detto ma il product placement (concentrato nella prima parte del film girato a Lugano) si apre già nel piano sequenza iniziale che inquadra una coda di auto con la camera che si ferma sul “Bar Ferruccio” e sull’insegna della pubblicità della birra Forst. Poi abbiamo una bilancia Berkel (con cui si pesa la “ricchezza” di Rossi), Ovomaltina e Nescafè in un supermercato, un’insegna enorme delle sigarette Laurens e altro. Ma il piazzamento più azzeccato è quello “vocale” in cui viene esaltato dai commensali il Brunello di Montalcino della Riserva Biondi Santi… che sete!

STEFANO BARBACINI

La piu bella serata della mia vita

Regia: Ettore Scola
Data di uscita: 21/12/1972
Cast:
Janet Agren

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