Facebook Twitter Canale Youtube RSS
CINEMA
28 Dicembre 2020 - 19:01

DIARIO VISIVO (Herschell Gordon Lewis)

 Print Mail
Linda and Abilene (Herschell Gordon Lewis, USA, 1969)
DIARIO VISIVO (Herschell Gordon Lewis)

Linda and Abilene è principalmente famoso perché è stato girato al famigerato Spahn Ranch, casa-rifugio della Mansion Family, che diventerà tragicamente conosciuto dopo l’omicidio di Sharon Tate e amici. Si tratta di un western-erotico dalla trama sottile-sottile (fratello e sorella si trovano solitari nel ranch di famiglia dopo la morte degli anziani genitori; isolati dal mondo i loro bisogni sessuali si rivolgono l’uno all’altra e sfociano in un incesto; i due si rotolano nudi sul letto, nella stalla, nel fiume e per metà film vediamo l’attrice Sharon Matt (Abilene) completamente nuda a simulare sesso con il più impacciato Kip Marsh (Tod); si giunge ad una svolta quando il violentatore seriale Rawhide approfitta di un’uscita di Tod dalla casa per andare in città a prendere provviste e giunge al ranch dove violenta Abilene. Così mentre Tod conosce la prostituta Linda (la veterana della sexploitation Bambi Allen che qui si fa chiamare Roxanne Jones) e passa la notte con lei a strizzarle le tette rifatte, al ranch succede il fattaccio che porterà lo stesso Tod a rintracciare in città Rawhide e, non preoccupatevi per lo spoiler più di quello che vi preoccupereste se fosse lo spoiler di un porno, i due si uccidono uno con l’altro; le ragazze, da qui il titolo, Linda e Abilene, si consolano con un più che soddisfacente rapporto saffico).

Ancora una volta il produttore Tom Dowd suggerisce a Lewis di seguire l’onda di moda che questa volta è il western con nudi (i precedenti sono “Hot spur” e “The ramrodder” degli altri due compari maestri di sexploitation Frost e Friedman, i cui titoli italiani sono assolutamente da ricordare, il primo “Sperone selvaggio” e il secondo “Vergini indiane per il totem del sesso”…) e il regista (qui il nostro si firma Mark Hansen) non si tira indietro calcando la mano (incesto e lesbismo a go-go) e mettendoci una cura dell’immagine degna di ben altre opere. Usa magnificamente i pochi esterni naturali e fa in modo di esaltare i colori dei vestiti e della pella della non bellissima Matt che riesce grazie a come la riprende e illumina a farla apparire come una dama dei nudi rinascimentali esaltando il suo corpo rotondo e morbido e i suoi seni acerbi.

Stefano barbacini

www.dysnews.eu

Share |