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CINEMA
26 Dicembre 2018 - 18:19

DIARIO VISIVO

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Dieci (Abbas Kiarostami, Iran, 2002)
DIARIO VISIVO

Kiarostami sperimentatore, eclettico. Il grande regista tra i protagonisti della rinascita del cinema iraniano "realista", negli ultimi anni della sua carriera (e, ahimé, della sua vita) ha cominciato ad affrontare progetti a 360 gradi, dal documentario a quel 24 frames che è vera e propria videoarte.

Dieci è strutturtato in dieci capitoli che riguardano dieci dialoghi tutti all'interno dell'auto guidata dalla protagonista. Donna, femminista, artista, divorziata con figlio preadolescente da crescere in condivisione con l'ex-marito. Camera fissa all'interno della vettura (per tutta l'ora e mezza del film non usciremo mai dall'abitacolo e il mondo esterno che interagisce con la donna lo vediamo solo dal finestrino dell'auto: autisti indisciplinati, l'ex marito che le parla dal suo furgoncino, uomini curiosi che sbirciano all'interno), camera fissa sul volto dell'autista e del passeggero con cui interloquisce di volta in volta. Principalmente è il figlio che viene ad occupare il sedile di fianco. Sono schermaglie dure tra i due. Lei che cerca di fargli capire la necessità del passo che l'ha portata al divorzio e il ragazzino che si irrita alle sue parole accusandola di essere una cattiva madre e di essersi messa assieme ad un uomo che lui odia. Non ha mai digerito la sua ribellione al padre da cui evidentemente arriva il punto di vista maschilista per cui la donna deve starsene in casa a far da mangiare e a servire figli e marito (ma è evidente anche una certa durezza dovuta alla mancanza d'affetto da parte della madre).

Poi vi sono gli incontri con le altre donne, la sorella, un paio di amiche, una prostituta. Anche con quelle del proprio sesso ha difficoltà a non scontrarsi, vuoi perchè danno troppa importanza ai loro amori e agli uomini che frequentano disperandosi quando le lasciano o trascurano, vuoi perchè non capisce che vi è un mondo esterno fatto di povertà dove la priorità è sopravvivere e non cercare una strada differente per la soddisfazione personale.

Insomma un ritratto non manicheo di una donna che cerca di imporre la propria libertà individuale in una società religiosa quanto ipocrita, maschilista e tutto sommato illiberale. Le costrizioni esterne non minano la forza di ribellione della protagonista, bella, intelligente e cocciuta, che vorrebbe essere capita anche dal figlio che invece non l'accetta così come è.

Se la grandezza di regista di Kiarostami non è mai stata messa in dubbio, le accuse al suo riguardo erano quelle di non essersi mai messo di traverso verso la società iraniana. Evidentemente la possibilità di "emigrare" a Parigi gli ha anche permesso di affrontare i temi politici e sociali con più determinazione e precisione senza perdere nulla delle proprie qualità di artista.

Product placement praticamente tutto racchiuso nel primo capitolo del film in cui madre e figlio discutono. Il figlio indossa una t-shirt con pubblicità delle Camel, ha con sè una borsa con pubblicità della Braun ben in vista e i rivestimenti dell'auto (Mazda) sono Saca.

 

STEFANO BARBACINI

Ten

Regia: Abbas Kiarostami
Data di uscita: 01/01/2002
Brand:
Mazda

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