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CINEMA
26 Aprile 2020 - 10:18

MAPS TO THE STARS CON LA LIMOUSINE

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Maps to the stars (David Cronenberg, USA, 2014)
MAPS TO THE STARS CON LA LIMOUSINE

Cronenberg ci delizia e turba con uno sguardo fascinoso e glaciale, allo stesso tempo, a ciò che si può celare dietro alla collina dei sogni, Hollywood.

La fabbrica delle star fagocita e impregna di sentimenti tutt’altro che nobili gli esseri umani che si spingono ai piedi del colle in cerca di un futuro luminoso.

Cronenberg, ma principalmente Bruce Wagner lo sceneggiatore che gli ha dato in mano questo materiale per lui pieno di interesse, ci trascina a sguazzare nella fanghiglia formatasi nella parte oscura dell’umana gente.

Attorno a due figure principali, la diva navigata Havana (Julianne Moore che al solito non si risparmia partecipando a incontri sessuali a tre e facendosi riprendere mentre seduta sul vater fa rumori che non siamo abituati a sentir provenire da una star femminile...) e la giovane Agatha appena arrivata a L.A. proveniente dalla Florida e da un passato oscuro. La prima vive nell’ossessione della madre che da un lato adora e invidia, dall’altro odia per quello che le ha fatto seviziandola e maltrattandola per anni, facendola diventare l’insensibile carrierista e dipendente dagli ansiolitici che è ora. La seconda è la sorella “dimenticata” di un divo-ragazzino (una delle figure più insopportabili mai viste sullo schermo, roba da far invidia ai tanti bambini malefici del genere horror) proveniente da una famiglia incestuosa e senza scrupoli, una piromane autolesionista e con tendenze suicide. Attorno a loro si muove una fauna di debosciati, drogati, assassini, profittatori. I personaggi sono tutti ossessionati dal passato, dal futuro incerto, dalla morale con cui fare i conti e vedono morti apparire loro ad alimentare i loro sensi di colpa. Il mondo dorato di Hollywood una volta che hai grattato via la patina del metallo giallo (ma Cronenberg tiene a precisare che Hollywood è solo un microcosmo esemplificativo, il film potrebbe mostrare le stesse “virtù” in qualsiasi ambito in cui ricchezza, arrivismo e spietatezza sono le prerogative come ad esempio quello della finanza, dell’industria o della politica).

“E’ un film che parla di desideri e trauma universali di oggi” spiega ancora Cronenberg che con le sue ultime opere sembra più interessato ai comportamenti, allo svisceramento delle motivazioni della violenza e alle umane debolezze degli uomini “importanti” che non alle ossessioni carnali della sua prima parte di carriera. Non che li abbia abbandonati totalmente, per questo consiglio di leggere il suo romanzo Divorati uscito anch’esso nel 2014 in cui cannibalismo e automutilazioni sono l’argomento dell’opera.

Nel film vediamo molti schermi televisivi di varie marche, Samsung, Toshiba, JVC, mancanza di un vero product placement in questo senso o parcellizzazione dello stesso? Sicuramente product placement è il Cobalt energy drink la cui lattina ha sempre tra le mani il ragazzino-divo e lo sono l’Ipad più volte citato, Whoole Food e altre brand disseminate per il film. Nota a parte per la Limousine guidata da Pattison che da passeggero privilegiato di Cosmopolis si "degrada" ad autista...

Stefano barbacini

Maps to the stars

Regia: David Cronemberg
Data di uscita: 01/01/2014
Brand:
Samsung

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