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CINEMA
25 Maggio 2019 - 19:09

DIARIO VISIVO (Herschell Gordon Lewis)

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Color me blood red (Herschell Gordon Lewis, USA, 1965)
DIARIO VISIVO (Herschell Gordon Lewis)

Se Two thousand maniacs è un film che fa da prototipo per il cinema degli anni ’80, Color me blood red guarda invece indietro. La cinefilia di Lewis (già evidenziata anche nel film precedente con il riferimento al Brigadoon di Minnelli) si manifesta con varie fonti di ispirazione. I film di mostri, spiagge e bikini in voga tra la fine degli anni ’50 e inizio ’60 sono sicuramente di ispirazione al regista ma l’ambientazione di un pittore su una spiaggia che fa ritratti utilizzando il sangue richiama sia il cinema “alto” (La donna del ritratto di Fritz Lang) sia i “B movies” del re del genere Roger Corman (A bucket of blood). Lewis di suo, naturalmente, ci mette il gore, gli effettacci truculenti (scene da ricordare in particolare le trippe di una sventurata ragazza “strizzate” dal pittore folle per riempire bacinelle di sangue e il volto in putrefazione della compagna del nostro, e sua prima vittima, ricoperto di grossi e schifosi vermi) e la solita ironia di fondo.

Come si è probabilmente già capito il film è la storia di un pittore antipatico e iroso, abbastanza quotato ma insoddisfatto del tipo di colore rosso che riesce a mettere sulle tele fino a quando casualmente scopre come il sangue della fidanzata spalmato sulla tela sia proprio la tonalità di rosso che cercava, il rosso sangue. Infatti i suoi “nuovi” quadri hanno un successone e il nostro non riesce più a fermarsi, ha bisogno di sangue nuovo. Per questo ucciderà un’altra ragazza e poi ne vorrebbe far fuori un’altra ancora a colpi d’ascia ma viene fermato prima dagli amici di quest’ultima che nel frattempo hanno trovato il cadavere della sua ragazza sepolto male (“Holy bananas! This is a leg!”).

Senza l’apporto del sodale Thomas Wood, il ruolo di protagonista viene dato a Gordon Oas-Heim che è perfetto nei panni del pittore pazzo Adam Sorg che trasforma in un irascibile, insopportabile e antipaticissimo personaggio esprimendone, con il suo volto particolare, gli eccessi dovuti alla follia.

Il film non contiene product placement perché non conteremmo le grosse auto utilizzate e il motore della barca la cui marca si vede sullo sfondo difficilmente leggibile.

STEFANO BARBACINI

Color me Blood Red

Regia: Hershell Gordon Lewis
Data di uscita: 01/01/1965

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