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CINEMA
25 Gennaio 2022 - 16:42

DIARIO VISIVO (Fruit Chan)

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Il piccolo Cheung (Fruit Chan, 1999, Hong Kong)
DIARIO VISIVO (Fruit Chan)

Capitolo finale della trilogia del handover (il passaggio di Hong Kong da protettorato inglese a far parte della Cina a tutti gli effetti) del regista Fruit Chan, dopo i bellissimi ed inclassificabili Made in Hong Kong e The longest summer, è Il piccolo Cheung, film decisamente più inquadrabile dentro un genere (romanzo di formazione) e assai meno sperimentale e ondivago come i precedenti.

Qui l’estate del 1997 è vista con gli occhi di un bambino che cerca di fare soldi (è questa del denaro come unico obiettivo di vita una delle tematiche ricorrenti nella trilogia) consegnando il cibo preparato dal padre, proprietario di un ristorante, e arrangiandosi con altre piccole trovate assieme all’amichetta del cuore (la figlia di una povera famiglia di immigrati…).

I due ragazzini si aggirano in ciabatte e con biciclette mezze rotte e più grosse di loro per i vicoli di Hong Kong dove una varia umanità brulica sotto il “controllo” di un boss del quartiere a capo di una banda mafiosa.

Se è decisamente interessante la riproposizione quasi documentaria dei luoghi nel cuore della città di Hong Kong tra povertà, arte di arrangiarsi, piccola delinquenza e venti di novità (si comincia a preparare il passaggio con insegnamenti del mandarino ad esempio) e sentito l’omaggio alle tradizioni che rischiano di scomparire con la nuova Cina che incombe (vecchi rituali, film e cantanti d’opera degli anni del dopoguerra), rispetto alle due opere di Fruit Chan precedenti manca la capacità di spiazzare con un linguaggio cinematografico senza regole che invece in Il piccolo Cheung è piuttosto monocorde e somigliante a tante opere equivalenti. Inoltre questa volta la ricerca di attori non professionisti non è stata fruttuosa come in precedenza, almeno per quanto riguarda il protagonista, dato che il ragazzino non è decisamente capace di rendere con forza l’esperienza di vita che propone, come invece era riuscita in maniera impressionante ai ragazzi degli altri film di Chan.

Resta invece il gusto (disgusto) per gli scherzacci con urina e sangue mestruale mischiato a te e fatto bere a sua insaputa al “cattivo” della pellicola.

Product placement: in generale sono tutte brand che appaiono o come piccole pubblicità alle spalle dei protagonisti (sigarette Kent, Coca Cola, Marlboro, Pentax) oppure come magliette indossate (Nike, Calvin Klein).

Stefano barbacini

Xilu xiang

Regia: Fruit Chan
Data di uscita: 01/01/1999

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