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CINEMA
24 Marzo 2020 - 16:01

FESTIVAL STREAMING 2020

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Olma Djon (Victoria Yakubov, Kazakhstan, 2020)
FESTIVAL STREAMING 2020

Olma Djon, esordio della kazaka di nascita, israeliana di formazione e francese di studi, Victoria Yakubov si è visto su Mymovies in questo particolare "festival" casalingo con i film del Torino Underground. E' un film che ci fa interrogare sul senso del bello. E' evidente che il direttore della fotografia sia uno che ci sa fare eccome ed è evidente che la scelta di inquadrare il visino tondeggiante con gli occhi a mandorla della graziosissima bambina Sholpan oppure i magnifici paesaggi invernali della tundra del Kazakhstan oppure i balli coreografici etnici di donne del posto paghi in termini di "bellezza" pura. Se Olma Djon fosse un album fotografico ci fermeremmo qui esaltando tanta bellezza e tanta cura.

Però stiamo parlando di cinema e allora cominciamo a farci delle domande su quanto possa dare allo spettatore ad esempio un inserto in bianco e nero rappresentante una pietà con i protagonisti al posto delle figure sacre se non un senso di kitsch... e potremmo anche domandarci se la storia di una incomunicabilità tra moglie e marito e tra padre e figlia risolta con il ritorno ai riti e alle radici della terra in cui abitano non sia un po' pochino per riempire la pur misera ora e 12 di film. Evidentemente la regista si rifà alle tradizioni cinematografice delle terre della ex-provincia sovietica e vorrebbe essere un Paradjanov moderno. Invece a noi pare solo una versione patinata di quello.

Silenzioso, lento, aulico, alla ricerca di una poeticità che evapora in una storia che si potrebbe prosaicamente apparentare alla visione del Sabba di Bellocchio tra psicanalisi e misticismo. Una bellissima nuvola di zucchero filato che quando lo mangi non da' sostanza e lascia solo un sapore dolciastro.

Nessun product placement

 

 

Stefano barbacini

©www.dysnews.eu

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