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CINEMA
22 Luglio 2019 - 00:19

PASSIONE FOLLE E CONTRASTATA NEGLI ANNI DELLA GUERRA FREDDA

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Cold war (Pawel Pawlikowski, Polonia, 2018)
PASSIONE FOLLE E CONTRASTATA NEGLI ANNI DELLA GUERRA FREDDA

Partiamo dalla fine senza spoilerare nulla. L'immagine è quella di una panchina vuota davanti ad un albero le cui foglie sono mosse da una lieve brezza. Il vuoto non è più riempito dai corpi degli amanti, le cose, la natura restano, gli uomini e le storie passano. Se a questo aggiungiamo la precedente sequenza (già proposta all'inizio) della chiesa con gli occhi di Dio che guardano superiori le cose terrene la valenza viene rafforzata.

Pawlikowski ci racconta la storia di un grande amore che si trascina per tutto il periodo della guerra fredda tra Polonia e Francia, oriente comunista e occidente capitalista. Un grande amore, una grande storia piena di ostacoli dovuti sia dalla contrapposizione di vita nei due "blocchi" contrapposti sia dal fatto che, come Wilde ci ricorda, "l'uomo uccide ciò che ama" aforisma poi ripreso nel Querelle di Fassbinder, quel Fassbinder che di amori folli e contrastati tanti ne ha raccontati con la sua cinepresa.

Un musicista incaricato di trovare alcuni talenti capaci di portare la tradizione canora e di danza a rappresentanza delle istituzioni comuniste polacche posa gli occhi (e ci lascia il cuore) su una ragazza dal passato torbido. Inizierà qui un amore che dal 1949 si trascina fino al 1964 con i due che si lasciano, si accoppiano con altri, si ritrovano, si perdono ancora, l'uno attratto dal mondo occidentale l'altra che non si sente a suo agio nella mondanità parigina. Il loro amore continua, folle passione, in modo a tratti contrastato e violento, a tratti appassionato ma rifiutato. Autolesionista e mai liberato.

Girato in un bianco e nero da noir anni '40, con atmosfere alcoliche e fumose che ricordano gli amori raccontati da Simenon o Hemingway (due che di amori contrastati e alcolici se ne intendevano), con la camera che si muove con carrelli delicati, il film di Pawlikowski ci ripropone gli interessi del regista che sono quelli della memoria degli anni del dopoguerra, degli amori perduti e delle storie che si incrociano con la "Storia". Una ricerca musicale raffinata (immancabile la presenza di 24000 baci di Celentano, un must nei paesi dell'est) sulle canzoni contadine polacche, le danze tradizionali "da esportazione" fino al jazz del periodo parigino.

Nessun product placement.

STEFANO BARBACINI

Zimna wojna

Regia: Pawel Pawlikowski
Data di uscita: 20/12/2018
Cast:
Joanna Kulig

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