Facebook Twitter Canale Youtube RSS
CINEMA
22 Settembre 2018 - 14:05

PRODUCT PLACEMENT ANNI '80 IN UN FILM CHE SEMBRA GIRATO IN QUEGLI ANNI

 Print Mail
Chiamami col tuo nome (Luca Guadagnino, Italia, 2017)
PRODUCT PLACEMENT ANNI '80 IN UN FILM CHE SEMBRA GIRATO IN QUEGLI ANNI

Quando si seppe del remake in cantiere da parte di Guadagnino del Suspiria di Argento restai piuttosto sorpreso. Ma come, un “autore” che fin dagli esordi (ricordo un dibattito su Sky alla presenza di Muccino in cui il nostro si professava agli antipodi del cinema “commercial-sentimentale” del collega per proporre invece un approccio più sperimentale e “hard” all’arte cinematografica (erano i tempi del sodalizio con Tilda Swinton che dal brutto The Protagonists ha portato poi a quel gioiellino sottovalutato di Io sono l’amore), si impegna nel remake di un film horror? E’ vero che nella sua filmografia i film autoriali si mischiano ad incomprensibili deviazioni (Melissa P., A bigger splash) ma non pensavo tornasse al film di genere proprio dopo essere arrivato alle soglie del premio Oscar.

Tutto questo prima della visione del superacclamato  Chiamami col tuo nome ed ora visto questo mi pare di aver capito tutto. Guadagnino ama il cinema della fine degli anni settanta – inizio ottanta e questo film ne è decisamente la dimostrazione. Ambientato nel 1983 Chiamami col tuo nome  è girato come se fosse un film del periodo, sembra un film girato sotto l’influenza del cinema francese di Truffaut e Rohmer ma ambientato nella provincia italiana che ci fa pensare a Zurlini e (vedi anche la scena della masturbazione con la pesca) pure a Samperi, quindi lo sguardo cinefilo del regista non fa differenze qualitative ma si addentra nel mood del periodo. Un film clamorosamente fuori dal nostro tempo ma assolutamente dentro e contro le contraddizioni dei nostri giorni.

Chiamami col tuo nome è un film di formazione sessual-identitaria in cui l’omosessualità è sdoganata come evento possibile e naturale in risposta alle contrapposizioni del diritto (che avanza in questo senso) e della morale sociale (in arretramento progressivo ma speriamo non inarrestabile).

Elio è un giovane diciassettenne appartenente ad una famiglia italiana di grande cultura, figlio di un archeologo e di una traduttrice, che durante l’estate ha le sue prime esperienze sessuali, prima con ragazze del paese poi con l’assistente americano del padre, un giovane adulto.

Il cinema di Guadagnino è rigorosamente rispettoso sia dei suoi personaggi che dell’estetica riprodotta e slitta leggermente solo nel finale quando un po’ di stucchevolezza probabilmente dovuta allo sceneggiatore Ivory fa capolino.

Intelligente product placement che utilizza prodotti già enormemente pubblicizzati all’epoca ed ancora fieramente in auge, stereo SONY, magliette LACOSTE, pubblicità nei bar di Birra PERONI, acqua SAN PELLEGRINO e RAMIOLA, COCA COLA e naturalmente auto tutte FIAT. Chiude il film un vecchio pullman delle gloriose AUTOGUIDOVIE.

STEFANO BARBACINI

Call Me by Your Name

Regia: Luca Guadagnino
Data di uscita: 25/01/2018
Cast:
Armie Hammer

Attenzione: l'accesso ai link č riservato agli abbonati Dy's World


©www.dysnews.eu

Share |