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CINEMA
21 Novembre 2017 - 15:50

NON FACCIO PRODUCT PLACEMENT E’ CHE MI DISEGNANO COSI

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Chi ha incastrato Roger Rabbit? (Robert Zemeckics, USA, 1988)
NON FACCIO PRODUCT PLACEMENT E’ CHE MI DISEGNANO COSI

Los Angeles. Marvin Acme, il padrone di Cartonia, il quartiere abitato dai peronaggi dei cartoni animati e dove tutto è possibile, viene ucciso da una cassaforte caduta dall’alto.

Si sospetta del coniglio Roger Rabbit, superstar pasticciona dei cartoni e marito della superossa Jessica Rabbit, la cantante di cabaret per la quale Marvin Acme aveva una cotta.

Ovviamente lui non c’entra niente. Come in ogni complotto che si rispetti, dargli la colpa è solo un pretesto per qualcosa di molto più grosso: distruggere per sempre cartonia.

Girato come un noir, Chi ha incastrato Roger Rabbit, è diventato un cult per più di un motivo.

La rossa Jessica Rabbit, sexy e capace di battute fulminanti “Io non sono cattiva è che mi disegnano così” “Perché sto con un coniglio? Perché mi fa ridere” giusto per citare le più famose, che per tutti quegli anni diventa un sex symbol e fonte d’ispirazione per showgirl e personaggi: bisognerà arrivare ad Harley Quinn per avere un ricambio degno di icona sessuale al passo coi tempi.

L’unione Stevene Spielberg e Walt Disney per poter fare un film innovativo e all’avanguardia con il massimo dell’interazione fra umani e cartoon dove non solo Touchstone e Disney hanno voluto partecipare ma dove nessuno da Warner Bros a Fleischer voleva mancare. Ed ecco quindi Dumbo che viene ceduto in prestito dalla Disney alle scope di Fantasia che girano per gli studios, a Bugs Bunny che chiede il classico “What’s up, Doc?”, al duello, violento e geniale, fra i pianisti Donald Duck e Duffy Duck fino alla Betty Boop in bianco e nero che vende i sigari al club.

Il film nel film. Il corto animato che sta girando Roger Rabbit con Baby Herman all’inizio del film. Da solo contiene almeno una decina di film di Road Runner e Willy Coyote. Uno degli inizi più travolgenti del cinema al pari dei Pedatori dell’arca perduta o dei Bond.

Il primo tentativo di strizzare l’occhio anche agli adulti passando per bambini, cosa che poi si sarebbe evoluta negli anni successivi con tutti i riferimenti alla cultura di massa . “Il mio problema è che ho le voglie di un cinquantenne e il pisellino di tre anni” (Baby Herman) e citando Mae West “Hai un coniglio nel cappotto o sei contento di vedermi?” (Joanna Cassidy) solo per citarne alcune.

Il subliminale quasi sempre presente nei film Disney (uno per tutte la donna reale nuda con la maschera da diavolo ad una delle finestre di Bianca e Bernie), ma qui si raggiunge il top con Baby Heman che passando sotto una sottana guarda la sbavando e alzando il dito e, in due scene diverse si vedono sia le tette che Jessica senza mutande.

Il product placement carico come in ogni film noir soprattutto con alcolici fra i quali Wild Turkey, Johnny Walker e Budweiser.

In poche parole un cult geniale.    

JMN

Who Framed Roger Rabbit

Regia: Robert Zemeckics
Produzione: Touchstone Pictures
Data di uscita: 01/01/1987
Location: Los Angeles
Cast:
Bob Hoskins
Brand:
Bud

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