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CINEMA
21 Luglio 2017 - 03:14

IN HELL EVERYBODY LOVES POPCORN

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31 (Rob Zombie, USA, 2016)
IN HELL EVERYBODY LOVES POPCORN

Un gruppo di riparatori di giostre sta viaggiando a bordo di un GMC Motorhome da checca (così lo definisce Lucky Leo, il vecchio benzinaio che è un po’ la faccia simpatica, anche se non meno pericolosa, di Captain Spaulding) in un paesaggio desertico ed assolato degli Stati Uniti del sud che lascia presagire di doversi fermare in un benzinaio complice del Leatherface o del Otis Driftwood di turno e infatti trovano subito Sex-Head in sexy abiti da civile che si informa su i punti di forza e di debolezza del gruppo delle sue future vittime.

Loro si arrapano e ci cascano. E per di più è pure Halloween!

5 di loro vengono così imprigionati (dopo che gli altri sono stati uccisi, of course) e lasciati in un enorme stabilimento disabitato riconvertito in tunnel dell’orrore dove dovranno affrontare Sick-Head (Pancho Moler) un clown nano nazista adobbato come Adolf Hitler con tanto di svastiche tatuate, Schizo-Head e Psycho Head (David Ury e Lew temple) due fratelli schizzati amanti della motosega e di bambole gonfiabili ripiene,  Death-Head (Torsten Voges) e Sex-Head (Elisabeth Daily) clown amanti cyberpunk e il demoniaco Doom-Head (Richard Brake) sperando di sopravvivere per 12 ore.

Il gioco viene orchestrato da Father Murder (Malcom McDowell), Sister Serpent (Jane Carr) e Sister Dragon (Judy Geeson) vestiti in abiti settecenteschi che osservano e scommettono sulle vittime serviti dalle quattro splendide ragazze della sala della morte nude (Megan Albertus, Kara Gibson, Sandra Rosko e Shawn Rougeron).

Non vi diremo ovviamente cosa succede, anche se conoscendo Rob Zombie ci si può aspettare solo il meglio dal suo talento visivo che sembrava aver toccato il suo apice con Le streghe di Salem, tanto che alcuni “osservatori” l’avevano recensito come film definitivo che chiudeva un ciclo.

Con 31 partendo dall’idea classica di “The Most Dangerous Game” del 1932 e colpito dal fatto di aver scoperto che il giorno di Halloween è in assoluto il giorno in cui spariscono più persone negli States, Rob Zombie ci regala un nuovo giocattolo/gioco che ha collegamenti con tutta la sua filmografia precedente a partire dalla moglie (la bellissima Sheri Moon Zombi) che in fondo interpreta sempre varie versioni della stessa parte (la strafica artista/stripper mezza fatta nei casini) e alla quale dedica (spoiler per cinefili) quasi sempre lo stesso trattamento al quale ormai siamo affezionati.

Fra citazioni colte e cinefile da notare la presenza di Ginger Lynn, che dopo sei anni di assenza dai set (nel 2010 aveva fatto mamma di Austin Taylor in I Wanna Cum Inside Your Mom 23 e della poliziotta nella parodia hardcore di Saw), nel 2010 è comparsa nella bellezza di tre horror e, giustamente Zombie, la fa scopare e smanettare Doom-Head.

Per quanto riguarda il product placement purtroppo non c’è niente (il film è stato in parte finanziato con il crowfunding dei fan). Uniche marche che si possono citare il Chevrolet Chevy Van di Doom-Head, il GMC Motohome (da checca), lo zippo per lo spinello di Sheri Moon, una citazione (doppia) al marchio Popeye – the Sailor Man e ai suoi spinaci e il logo AAA dell’American Automobile Association, ma se non avete accesso a Dy’s World vi sfido a trovarlo.

Peccato nessun logo sulle motoseghe. Comunque Rob continua così!   

 

GERARDO CORTI

31

Regia: Rod Zombie
Produzione: Bow & Arrow Entertainment
Data di uscita: 29/11/2017

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