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CINEMA
21 Marzo 2017 - 11:58

BERGAMO FILM MEETING 2017

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Rebellkirurgen (Erik Gandini, Sve, 2016)
BERGAMO FILM MEETING 2017

Erik Gandini è di casa al Bergamo Film Meeting essendo nato bergamasco anche se con la sua camera è diventato cittadino del mondo per il suo peregrinare tra Africa, Nordeuropa e America.

Noto per il suo documentario politico Videocracy analisi critica del periodo berlusconiano, si è poi interessato a vari argomenti sia politici che sociali (La teoria svedese dell'amore). All'edizione del festival 2017 presenta il suo nuovissimo Rebellkirurgen che ci mostra un personaggio incredibile, il dottor Erik Erichsen. Chirurgo svedese specializzato in ortopedia, sposo di un'immigrata etiopica (i coniugi sono presenti in sala) con cui decide, dopo anni di lavoro nella struttura pubblica della propria nazione in cui si trova sempre peggio per l'eccessio di burocrazia ("si passa più tempo a riempire moduli che ad operare"), di andarsene in Etiopia con intento umanitario.

Diventa così il primario di un ospedale sui generis in cui impara l'arte di arrangiarsi (opera utilizzando trapani acquistati dai ferramenta a 25 dollari e adattando raggi di ruote di bicicletta a strumenti medici...) e finalmente conosce la libertà della sua professione, quella di operare e guarire le persone in gran numero. Nella terra africana si trova a dover affrontare circa 400 casi al giorno di gente colpita dai più disparati (e terribili) problemi che con rapidità e competenza affronta facendo seguire in pochi minuti alla diagnosi anche la decisione e l'eventuale operazione. Per fare questo deve saper conciliare l'umanità della persona che vuole guarire il maggior numero di malati alla freddezza del medico che deve prendere decisioni anche antipatiche (tipo dover dire senza pietà e senza preparazione a chi ha un tumore che deve tagliargli un arto nel più breve tempo possibile altrimenti morirà e che la decisione spetta a lui... sotto un altro!).

Il documentario non ci risparmia alcuni interventi del medico d'assalto ("se agissi così in Svezia sarei già in prigione, ma qui è l'unica cosa che si può fare") che affronta con una naturalezza "mostruosa" casi tipo un cacciatore che arriva in ambulatorio con una lancia nel ventre e le budella di fuori, la ricostruzione di una mandibola sostenuta dai sopracitati raggi di bicicletta, il taglio di un piede ormai incancrenito e pieno di vermi con un seghetto e con Erichsen che mostra il moncone con soddisfazione: intervento riuscito...).

Occasionale presenza di brand difficilmente classificabili come product placemente come un fuoristrada ISUZU, una t-shirt COLUMBIA e scarpe ADIDAS.

STEFANO BARBACINI

©www.dysnews.eu

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