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CINEMA
21 Marzo 2011 - 10:52

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File 001 - La jetée
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File001 – La jetée (Chris Marker – 1962)

 

Verso la fine del modo. Profetico e presentato al momento giusto dal Bergamo Film Meeting 2011, proprio nei giorni del disastro nucleare giapponese, anche se il film è stato programmato prima che del terremoto e dello tsunami, La jetée ci presenta un atroce destino dell’umanità in cui i sopravvissuti sono costretti a vivere sotto terra perché il mondo è ricoperto di radiazioni mortali.

Stiamo parlando del famosissimo cortometraggio (28 minuti) di Chris Marker, documentarista francese geniale ed innovativo, opera di fantascienza postapocalittica sperimentale.

Il film non contiene scene in live action ma è un montaggio di fotografie in bianco e nero con un commento fuoricampo ad illustrare la storia così ricostruita sotto i nostri occhi.

Un bambino nell’epoca prima del disastro assiste nell’aeroporto di Orly all’omicidio di un uomo e nel mentre incontra con gli occhi il viso di una donna presente alla scena e ne resta ossessionato per il resto della vita.

Dopo la distruzione di Parigi ed il diffondersi delle radiazioni la popolazione è costretta a rifugiarsi nei sotterranei. Qui un manipolo di scienziati governativi che sono riusciti a creare una macchina del tempo collegano ad essa la mente del protagonista della storia ormai adulto. Egli viaggerà nel passato e nel futuro per trovare soluzioni al disastro mondiale. Quando si trova nel passato cercherà la donna che ricordava da quando era bambino e riuscirà ad avere un contatto con lei.

Scoprirà però (ALERT! SPOILER!) che l’uomo ucciso all’aeroporto non è altri che se stesso giunto dal futuro…

Il corto, che è un capolavoro riconosciuto del genere, fungerà da base per la realizzazione (trent’anni dopo) de “L’esercito delle dodici scimmie” di Terry Gilliam.

Product placement nullo anche se ci chiediamo se l’annuncio dello speaker dell’aeroporto di Orly (che per altro potrebbe essere esso stesso location placement) di un volo ALITALIA sia voluto per omaggiare la compagnia aerea italiana, allora ancora in salute, o del tutto casuale.

Stefano Barbacini

©www.dysnews.eu

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