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CINEMA
21 Gennaio 2018 - 01:23

OSTENTARE OROLOGI TAG HEUER IN UNA SPERDUTA CONTEA IRLANDESE

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Calvario (John Michael McDonagh, Irlanda, 2014)
OSTENTARE OROLOGI TAG HEUER IN UNA SPERDUTA CONTEA IRLANDESE

Fratello del neo “goldenglobizzato” Martin, John Michael McDonagh è il regista irlandese di Un poliziotto da Happy Hour di cui questo Calvario potrebbe rappresentare il secondo capitolo di una ideale trilogia.

Il protagonista ha sempre le fattezze di Brendan Gleeson che già lo fu del film precedente e questa volta cambia abiti “istituzionali” passando da quelli del poliziotto a quelli del prete. Infatti il protagonista di quest’opera è Padre James, uomo dal passato alcolico e doloroso (vedovo di un’amata moglie) con figlia abbandonata ad una vita incompiuta e piena di difficoltà. Potrebbe essere lo stesso Gerry Boyle che, sopravvissuto, ha scelto la via ecclesiastica per purificare i suoi peccati e rimandare il “sacrificio” della sua vita alla fine di questo nuovo capitolo della sua vita.

Burbero come lui ma ben più retto e altruista, Padre James ha molto da darsi da fare per sostenere con il suo corpaccio sgraziato e robusto i mali e le deviazioni del mondo che lo circonda. Il paesino irlandese di cui è prete lo vede contornato da una figlia (Kelly Reilly rossa eroina da romanzo ottocentesco) ex-cocainomane e neo-scampata ad un suicidio, da una ninfomane che si divide tra l’amante di colore e un marito macellaio che accetta, con sollievo, la situazione, da un dottore (il malefico Baelish de “Il trono di spade” Aidan Gillen) cinico e donnaiolo, da un commissario di polizia vizioso e omosessuale, da un ricco viziato e acrimonioso con notevoli problemi esistenziali. Se a ciò aggiungiamo il “conforto” che il nostro deve dare ad un carcerato serial killer di fanciulle, ecco che il terribile quadro è completato. Una fauna umana tanto orribile quanto "normale" sperduta nella splendida e aspra Irlanda con le sue rocce imponenti, le sue vaste distese di verde smeraldo e le sue coste frastagliate, magnifiche e pericolose.

E’ nella natura, vincente sulle sorti umane, che probabilmente il nostro antieroe cerca una risposta quando rinuncia alla fuga salvifica per affrontare la minaccia finale e il destino. Sì perché il suo calvario inizia quando nell’incipit del film durante una confessione uno sconosciuto (a noi ma pare non a lui) dichiara di volerlo uccidere una settimana dopo sulla spiaggia rocciosa per vendicare contro di lui, proprio perchè innocente, le violenze subite da un “collega” in abito talare quando era bambino e quindi tutto il racconto viene scandito dai giorni della settimana che passano fino alla successiva “bloody Sunday”. James sa che la sua volontà di oblio e la sua vocazione celeste verso una giustizia e rettitudine del mondo, oltre a raddrizzare un’umanità così alla deriva, deve anche aver a che fare con un’istituzione di appartenenza, la Chiesa Cattolica, rea di crimini di pedofilia, corruzione finanziaria, complicità nelle discriminazioni razziali, tutti temi accennati e lasciati sospesi come macigni sulla coscienza del protagonista.

McDonagh raffina il suo modo di girare e si fa più sofisticato rispetto a “Un poliziotto…” attenuando il black humour consegnandoci un film che lui stesso ben definisce in un’intervista rilasciata ad Angelo Iocola di Nocturno: “lo definirei piuttosto anarchico, fuori dagli schemi, cupo e lacerante, alla Bunuel” e continua citando i propri riferimenti: “Andrew Wyeth per la messa in scena, il sostrato filosofico di Jean Amery (…) e lo ‘stile trascendentale’ ispirato da Robert Bresson”.

Iconograficamente splendido, narrativamente impegnato e recitato benissimo.

La produzione ringrazia nel finale le brand del product placement che sono TAG HEUER (marca dell’orologio che il ricco della situazione ostenta) e AINE HAND MADE CHOCOLATE di cui vediamo una tavoletta golosamente mangiata da un personaggio. Ma segnaliamo anche la presenza del SUNDAY TIMES (letto da James), di una bottiglietta di COCA COLA in mano al personaggio di colore, la GUINNESS bevuta praticamente da tutti al pub ed infine AER LINGUS.

STEFANO BARBACINI

Calvary

Regia: John Michael McDonagh
Produzione: Fox Factory Europe
Data di uscita: 14/05/2015

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