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CINEMA
20 Gennaio 2018 - 15:49

DIARIO VISIVO

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Karaoke terror (Tetsuo Shinohara, Giap, 2003)
DIARIO VISIVO

Uno di quei film strani che non sai come prendere.

Passato su Arte Francia nella sezione, ormai chiusa da tempo, dedicata al “cinema trash”, mi capita in mano questo Karaoke Terror (dal titolo assai promettente) tratto da un racconto scritto da quel Ryu Murakami a cui dobbiamo (per chi non lo sapesse) anche gli scritti di Audition e Tokyo decadence (da lui anche diretto), ovvero materiale esplosivo. In realtà il testo dello scrittore/regista viene trattato nella sceneggiatura di Sumio Omori e nella regia di Tetsuo Shinohara come apologo morale scegliendo la via del black humour ma senza gli eccessi e le tensioni malate delle opere di Miike e di Murakami stesso.

Un gruppo di ragazzi perdigiorno che si dilettano a suonare e cantare insieme en travesti vede la loro vita cambiare quando uno di questi davanti al rifiuto di una signora matura di cedere alle sue voglie sessuali a sorpresa estrae un coltello e la sgozza. La signora in questione fa parte di una compagnia di altre cinque coetanee tutte con il nome di battesimo Midori e tutte amanti, come i ragazzi, della musica e del karaoke in particolare. Queste ultime, saputo dell’omicidio dell’amica, scoprono l’assassino ed una di esse gli fa fare una fine altrettanto brutale (come un cavaliere medioevale lo infilza con una lancia fatta in casa a cavallo di… uno scooter). Inizia così una faida tra la compagnia dei ragazzi e quella delle signore che vedra’ parecchie morti in un’escalation di vendette che parte dall’arma bianca per arrivare al bazooka e addirittura alla bomba atomica.

Sulla struttura di questo racconto dalla fin troppo esplicita morale, il film si ramifica ad abbozzare vari altri temi come la mancanza d’amore e la decadenza fisica che devono affrontare le milf giapponesi, la difficoltà ad affrontare la vita e a trovare una strada da percorrere per i ragazzi, il rapporto tra le generazioni ma anche altri lasciati ad azzeccati e malinconici personaggi secondari che meriterebbero, ognuno di loro, un approfondimento a parte.

Purtroppo però Shinohara gira senza nerbo e non riesce a far diventare l’unione di tanti ingredienti una torta finita ma solo un prodotto dai molti sapori ma “cotto” male.

Il film inizia seguento il "culo" di una KIA mentre uno dei protagonisti gira in scooter per la città dove insegne TBC, MC DONALD'S e KFC svettano. Lunga citazione per gli hamburger WENDY'S in seguito e poi MC INTOSH e una borsa DUNLOP. Questo è il product placement in alfabeto occidentale presente nel film

STEFANO BARBACINI

Showa kayo daizenshu

Regia: Kayko Kishimoto
Data di uscita: 15/11/2003
Location: Tokyo
Brand:
McDonald's

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