Facebook Twitter Canale Youtube RSS
CINEMA
18 Settembre 2021 - 09:22

DIARIO VISIVO (Jeff Lau)

 Print Mail
Thunder cops II (Jeff Lau, HK, 1989)
DIARIO VISIVO (Jeff Lau)

Dopo una "manita" di commedie tra il demenziale e il triviale, alcune più divertenti altre meno, nella carriera di Jeff Lau vi è una svolta. La prima sequenza di Thunder cops 2 (non è il seguito del primo, solo un pasticcio di titoli cambiati...) parte sulla falsariga della precedente produzione con Sandra Ng che sembra offrire la sua solita comicità al pubblico nei panni di una maldestra poliziotta che credendo di sventare una malefatta si ritrova in mezzo ad un pericoloso intervento di polizia comandato dal padre di lei. Quando ci si aspetta l'innesto comico con rocamboleschi avvenimenti, una palla di pistola cambia il tono del film ma cambia anche il modo di far film di Lau e anche il modo di recitare della Ng (emozionante nella sua trasformazione "drammatica").

Un vero e proprio punto di svolta che ci immerge in un mare nero di violenza con la nostra che per vendicare il padre diventa una durissima dal cuore d'oro (una Callaghan al femminile) che si fa male, molto male ma poi risorge, novella Djang...a. Scordatevi esorcisti buffoni, fantasmi e teste vaganti qui se le teste saltano restano ben ferme in una pozza di sangue.

Il film concede poco al lato leggero che, ormai possiamo dirlo, fu il cinema di Lau fino ad ora, giusto un poco di romantic-comedy quando entra in campo il coprotagonista Stephen Chow (proprio lui, il futuro "king of comedy" di Hong Kong) ma non aspettatevi una sua performance comica, anche lui travolto da eventi violenti e senza speranza.

Il film concede molto invece allo spettacolo dato che Lau comincia veramente a far vedere di che pasta è fatto e mostra le sue capacità sia narrative utilizzando soluzioni elaborate utilizzando ralenty, cambi di punti di vista, utilizzo del montaggio come pugni allo stomaco improvvisi; sia coreograficamente con vari tipi di scontri-balletti sia se si svolgono con armi da fuoco o armi bianche. Il tutto inventandosi di volta in volta vere proprie stragi ambientate nel bel mezzo di un matrimonio (in una scalinata che straborda follemente quella archetipica della Corazzata Potemkin) oppure un labirinto di lenzuoli che fa lo stesso con quella degli specchi de la Signora di Shanghai. E tanto altro...

Insomma un noir fosco e senza redenzione, in cui non ci sono sconti. Si muore senza pietà e non vi è morale che tenga ne tra i poliziotti ne tantomento tra i delinquenti. Il primo vero tassello di una carriera registica che in futuro ci darà altre perle.

7 eleven e Coca Cola hanno buon rilievo nel product placement del film tra cui possiamo citare un insolita marca, Oster, di un tagliacapelli elettrico...

Stefano barbacini

©www.dysnews.eu

Share |