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CINEMA
18 Febbraio 2018 - 23:18

DIARIO VISIVO

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Grazie zia (Salvatore Samperi, Italia, 1968)
DIARIO VISIVO

Siamo in pieno sessantotto e la libertà sessuale si sta incrociando con la lotta antiborghese. Da una parte il cinema comincia la sua lunga epoca pruriginosa della commedia sexy, dall'altra registi come Bellocchio sfornano opere di rottura politica.

Samperi che diventerà con i successivi Malizia e Peccati veniali il regista di riferimento per il filone dell'erotismo "familiare" ad odor d'incesto e perversione, in questo suo esordio, Grazie zia, prende come riferimento I pugni in tasca di Bellocchio ma lo fa diventare contemporaneamente il primo film della serie del filone da lui "inventato".

Lou Castel protagonista anche de I pugni in tasca è un giovane figlio della borghesia che, invece di scendere in piazza come i coetanei, si ribella alla sua agiatezza fingendosi paralitico, tenendo i conteggi delle vittime della guerra del Vietnam e prendendosela con tutti i componenti della famiglia. L'unica con cui ha un qualche rapporto è la zia Lisa Gastoni con cui inizia un rapporto di potere e di sessualità. La donna interpretata dalla Gastoni, medico, benestante e libera, si lascia irretire dall'amore per il nipote e piano piano si lascia prendere nelle sue trame aguzzine trascinata verso un'infantile e crudele gioco che si fa però pericoloso fino alla richiesta, esaudita, da parte del nipote di ucciderlo con una puntura di veleno.

La rabbia del nipote implode così in un autolesionismo senza ritorno mentre il gesto della zia se da una parte può sembrare un atto d'amore verso l'amato parente, dall'altro potrebbe essere il modo per liberarsi dal suo giogo e ritornare alla sua vita borghese ben più tranquillizzante.

Sarà ben vero (e in parte lo è) che come si legge dal Mereghetti: "inaugurò un filone erotico-intellettuale-melodrammatico che allora sembrò nuovo ed ebbe il successo dello scandalo. Lo sfacelo della borghesia, la contestazione e la psicoanalisi in pillole: visto oggi, sembra sia passato un secolo." ma a noi sembra operazione interessante e non banale che ci restituisce un puro piacere di cinema. Al film collaborano anche personaggi di livello come lo sceneggiatore Sergio Bazzini e, in veste di montatore, Silvano Agosti ed è pieno di canzoni di protesta del tempo (Endrigo, Guccini).

"Contadino vietnamita, non vuoi la COCA COLA? Non vuoi guidare una FORD?" dice Castel mentre attua uno dei suoi giochi politicamente scorretti e non si sa se sia product placement volontario. Sicuramente lo è invece il grosso camion casualmente appostato davanti alla porta di casa della Gastoni con un'enorme pubblicità della PERMAFLEX, lo sono le sigarette NORTH POLE fumate sempre dalla nostra e L'ESPRESSO (ancora in formato giornale dalle pagine enormi) letto dal compagno della donna, Gabriele Ferzetti. IL GIORNO è invece il giornale preferito dalla Gastoni. Infine non possiamo citare che tra le mani di Castel vi è perennemente un albo del suo eroe di carta, DIABOLIK.

 

 

STEFANO BARBACINI

Grazie zia

Regia: Salvatore Samperi
Data di uscita: 09/07/1968

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