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CINEMA
17 Settembre 2020 - 18:27

DIARIO VISIVO (Salvatore Samperi)

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Scandalo (Salvatore Samperi, Italia, 1976)
DIARIO VISIVO (Salvatore Samperi)

Francia, chiamata alle armi per l'imminente seconda guerra mondiale, Armand garzone di bottega nella farmacia Michoud la sfanga e riesce ad evitare di andare a combattere grazie alle raccomandazioni dell'esimio professore, marito della farmacista, che evidentemente ha gli agganci giusti. In questo microcosmo "farmaceutico" che comprende il suddetto Armand (Franco Nero), frustrato per la sua posizione di sguattero ma felice di evitare la guerra (e come vedremo non molto riconoscente...), la farmacista (Lisa Gastoni) apparentemente donna retta e di classe (e dà evidenza di sapere di esserlo), la cassiera (Andrea Ferreol) che tradisce il marito nel retrobottega con Armand, il professore (Raymond Pellegrin) tipico borghese intellettuale che pensa solo all'arte e alla poesia senza accorgersi di quello che succede attorno a sé (sia politicamente che personalemente) e la figlia adolescente che sembra l'unica "innocente" del lotto, le cose prendono una piega morbosa e pericolosa quando per uno "scambio di persona" Armand seduce la farmacista Eliane e comincia a diventarne l'incubo dato che lei non può più fare a meno di lui nonostante rischi "lo scandalo" ed egli per vendicarsi della sua condizione sociale la sottometterà sessualmente fino all'umiliazione totale.

Il professore nonostante capisca tutto non riuscirà a reagire (metafora del borghese che durante la guerra ha accettato Vichy dato che siamo in Francia ma parallelamente può essere rapportato al pari casta italiano che accetta il fascismo per assenza di... voce contraria e "quieto vivere") e lascerà che la donna vada verso l'annullamento personale arrivando addirittura a concedere le grazie della figlia all'uomo intaccando così i residui di innocenza della famiglia prima che le bombe della guerra facciano il resto.

Il discorso antiborghese che da sempre porta con sé il cinema di Samperi qui si gioca tutto sul versante sessuale (evidentemente gli incassi di Malizia e Peccati veniali lo spingono verso metafore più semplici e... eccitanti) in un film decisamente sadiano (e i nomi di Juliette e Justine ne sono un evidente omaggio...) e decadente (con riferimenti letterari espliciti al Rosso e il nero di Stendhal); formidabile nella fotografia di Storaro, nell'interpretazione di Lisa Gastoni forse la milf italiana più erotica di sempre (prima che il termine fosse coniato...) e in alcune scelte registiche di Samperi che si conferma autore più che mestierante. Nero invece ha il fisique du role ma non la giusta carica di perversione e malvagità (ci sarebbero voluti Klaus Kinski o Helmut Berger...).

Se vi approcciate al film dopo aver letto la recensione di Scandalo del Giusti nel suo Stracult, non aspettatevi di vedere la scena della sodomizzazione collettiva sul biliardo come lì riportato perchè questa è in "Labbra di lurido blu" e non qui...

Film d'epoca senza product placement.

Stefano barbacini

©www.dysnews.eu

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