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CINEMA
17 Gennaio 2018 - 23:59

DIARIO VISIVO (F.J.Ossang)

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L'affaire des divisions Morituri (F.J.Ossang, Francia, 1985)
DIARIO VISIVO (F.J.Ossang)

Probabilmente il nome F.J. Ossang  dirà poco al pubblico e alla maggior parte della critica in Italia. Ricordo la visione di un suo corto (Zona inquinata) dei primi anni ’80 visto in qualche festival di pochi anni successivi, corto che avevo apprezzato (anche perché ero giovane e ancora molto filo-punkettaro, almeno come ascolto musicale) sia per lo spirito che per la sperimentazione registica. Ero stato uno dei pochi degli spettatori di quel giorno ad apprezzarlo, in realtà.

Poi il vuoto assoluto fino a che non è stato pubblicato da Potemkine/Agnes B. un cofanetto contenente i suoi primi corti e i suoi tre lunghi girati tra il 1982 e il 1997, prima della lunga pausa (interrotta solo da qualche corto) fino al 2010, anno della sua quarta opera sulla lunga distanza.

Curioso dell’evoluzione del regista francese (che evidentemente nella terra natia ha una sua importanza) acquisto e recupero.

L’esordio nel lungometraggio è L’affaire des divisions Morituri, in cui si ipotizza in un prossimo, quasi contemporaneo, futuro in cui la classe media europea è al potere e uno dei “potenti”, Satarenko, Presidente di una Società Intercontinentale, sfrutta, tra una sniffata di cocaina e l’altra, per un giro di scommesse clandestine la divisione Morituri, sorta di rievocazione degli spettacoli delle arene romane in cui gladiatori dal look punk si combattono fra di loro. Il loro leader è Ettore che, novello Spartaco, si metterà contro Satarenko in un mondo sprofondato nel caos e in cui tutto ciò che è ribellione pare azzerato con le morti dei componenti della RAF (che sono rievocate da una voce fuori campo) e in cui si praticano sperimentazioni di desensibilizzazione sensoriale sulla popolazione aumentandone rabbia e violenza incontrollata.

Girato nei sobborghi di Parigi dove il decor è sporcizia, decadenza e muri pieni di graffiti, il film è in bianco e nero “colorato” (blu, verde) con qualche inserto a colori. L’idea espressa da Ossang (nell’intervista negli extra del DVD) è quella di partire dall’iconografia del cinema muto per modificarla utilizzando varie espressività degli anni moderni facendo riferimento alla letteratura (Pelieu, Bailly, Stanislas Rodanski e William Burroughs di cui è appassionato lettore e… editore), alla sperimentazione (Eraserhead) e all’underground cinematografico.

Ma soprattutto …Morituri è un film punk, impregnato dell’estetica del movimento, interpretato da musicisti dell’entourage di Ossang (lui stesso è il leader del gruppo di punk-rock industrial MKB) e con una colonna sonora in cui troviamo oltre MKB anche Tuxedomoon, Throbbing Gristle, Cabaret Voltaire, tra gli altri.

Praticando lo “smontaggio” della linearità narrativa godardiana (di JLG utilizza anche le voci fuoricampo impregnate di poesia e letteratura e le frasi sovraimpresse sulle immagini, e Alphaville è sicuramente un modello), Ossang ci restituisce bene il sentimento di un mondo precipitato nel caos senza speranza, in cui polizia e stampa sono pedine non secondarie di questo enorme calderone pronto all’esplosione che è l’Europa (allora, figurarsi oggi!).

Recitazione volutamente naif dei non professionisti utilizzati da Ossang in cui svetta però la figura tra la catwoman vendicatrice e l’eroina delle tragedie greche che è il personaggio interpretato da Gina Lola Benzina in un paio di monologhi degni di cinema “alto” (Gli ultimi giorni di un condannato, ecco quello che stava vivendo e io ero contemporaneamente la sua vittima e la causa della sua condanna, non potevamo fuggire come fossimo ratti, lui parlava sempre di ratti, della stricnina con cui tagliava la coca, i ratti e i serpenti, la foresta tropicale e piante mortali. E io di giorno in giorno e di notte in notte mi sentivo diventare Africa…come la natura sessuale e il degrado della perversità di un’avventura la cui conclusione non può essere che la condanna a morte dei due avversari).

Citazioni di parecchie testate di quotidiani (Die Zeit, France Soir, Liberation, Le Figaro) e di liquori (Porto Sabrina (?), Johnny Walker, grappa Nardini, Cointreau) sono una sfilata di brand a cui si aggiungono ELF, AIR FRANCE, KODAK. Autocitazione (in forma di graffiti) per la band del regista MKB, ma quello che è sicuro product placement è rappresentato dall’auto BENTLEY (ringraziamenti nei titoli di coda) e dalle Gallerie J&J DANGUY (idem).

STEFANO BARBACINI

L affaire des divisions Morituri

Regia: F. J. Ossang
Data di uscita: 13/11/1985
Location: Parigi
Brand:
Johnny Walker

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