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CINEMA
16 Febbraio 2021 - 20:12

DIARIO VISIVO (Andy Sidaris)

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The Dallas Connection (Drew Sidaris, USA, 1994)
DIARIO VISIVO (Andy Sidaris)

“Se Enemy gold è un po’ sfiatato e senza sorprese (...) Dallas connection rialza il livello. Ritroviamo i gadgets (modellini di auto e palline da golf esplosive ndr), gli omicidi fantasiosi, le sparatorie e altre pirotecnie sfrenate” scrive a Cedric Vancayseele nel dossier Sidaris su Trashtimes n. 19 della primavera 2019. E aggiunge a proposito della prorompente presenza di Julie Strain: è lei “che attira l’attenzione. Dal momento in cui appare sullo schermo, vorremmo che ci fosse solo lei. Grazie al suo fisico e alla sua recitazione fuori dai canoni, lei è una vera fuoriclasse. Con lei, tutto è più grande, più eccessivo, più folle”.

Tutto giusto e niente ci toglie dalla testa che i coniugi Sidaris  hanno dato una regolata al figlio che, pur essendo ancora il regista, sembra essere rientrato dentro i canoni della Malibu, gli stessi che voleva superare con una propria casa di produzione indipendente per fare altre cose. Evidentemente i suoi progetti dopo il brutto Enemy gold si sono arenati e questo nuovo film più “sidarisiano” lo rimette nei ranghi e ne decreta la fine dell’attività cinematografica (dopo questo di Drew non si sa più nulla come autore).

Torniamo allo spionaggio con scienziati che vengono uccisi per impossessarsi di chip/chiave per mettere le mani sul controllo di armi nucleari e i nostri agenti (restano Chris Cannon e Mark Austin, con i rispettivi interpreti Penhall e Barriere ma spariscono sia Becky Midnite che Ava Noble, sostituite da altre playmate tra cui primeggia l’agente Samantha Maxx con le fattezze da modella superdotata ddi Samantha Phillips) devono cercare di salvare la vita all’ultimo scienziato coinvolto nel piano rimasto in vita, Antonio Morales (l’imprescindibile Rodrigo Obregon). E tornano i doppi giochi da una parte e dall’altra...

Gli scienziati vengono uccisi da una squadra di stripper assassine capitanate dalla nostra Julie Strain, riportata al massimo delle sue perverse possibilità dopo che la sua presenza è stata sprecata nel precedente film.

Insomma si torna sulla retta via e siamo di fronte ad un puro prodotto della factory Sidaris, magari non il migliore, ma comunque divertente quanto basta.

Inutile dirvi che Kawasaki, American Airlines e Goodyear sono presenti come product placement a cui si aggiunge la brand di surf Body Gloves, la Mercedes, la Ford e la... Coca Cola. Se si può considerare come piazzamento una lattina con cui viene sabotato un motoscafo versandone il contenuto nel serbatoio...

Stefano barbacini

www.dysnews.eu

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