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CINEMA
15 Novembre 2020 - 08:47

VAMPIRI-ZOMBIE DAVANTI AL DISTRIBUTORE EXXON

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Bloodsuckers from outer space (Glen Coburn, USA, 1984)
VAMPIRI-ZOMBIE DAVANTI AL DISTRIBUTORE EXXON

Quale chicca d’antan ci sono andati a ripescare i benemeriti organizzatori del Fantafestival di Roma che in questo disgraziato anno 2020 si può gustare comodamente sul divano in streaming gratuito?

Bloodsuckers from outer space non solo nel titolo cerca di emulare il famigerato “Plan 9” del mitico Ed Wood, ma anche nella trama ne prende spunto, infatti anche qui ci sono fantomatici extraterrestri che resuscitano i morti per conquistare il mondo facendoli diventare uno strano misto di vampiri e morti viventi, i bloodsuckers-zombies! Agiscono in una sperduta cittadina texana (e da dove iniziare per conquistare il mondo?) tra redneck che più redneck non si può (quelli che ora votano convinti Trump il quale starebbe benissimo al posto del Pat Paulsen caricaturale presidente degli USA in questo film...). Come contrastare l’avvento degli extraterrestri? Forse in maniera radicale come vorrebbe fare il guerrafondaio Generale che chiede il permesso al presidente di gettare una bomba atomica sul Texas e ottiene il permesso dal primo uomo della nazione (distratto da una playmate al suo fianco) di gettarne una, ma piccolina...? Oppure in modo più soft scoprendo il loro punto debole come farà l’intrepido protagonista in fuga con la sua ragazza (e non vi racconto come la risolverà perchè è... troppo idiota, bisogna vederlo...)?

Tra lunghe pause, regia amatoriale, effettacci gore artigianali, zombie il cui trucco è colorare la faccia degli attori (o pseudo tali) di un azzurrino smorto e disegnarvi (!) sopra vene blu scuro, il regista Glen Coburn mira pure in alto con una certa sfrontatezza citando Hitchcock ed affrontando temi importanti come il razzismo, l’intolleranza e la cecità delle istituzioni (“questi bloodsuckers sono una cospirazione comunista che mira a toglierci la libertà succhiandoci tutto il sangue!”), cosa che fa di questo trashone uno scult clamoroso. Coburn non ci risparmia anche un nudo che non può mancare in un film del genere grazie alla disponibilità della volgarotta Samantha Walker prima di far la fine di Janet Leigh in Psycho...

Coburn riesce anche ad infilare brand importanti come Coca Cola, Exxon e Jack Daniels anche se dubitiamo che abbia ricevuto benefici da questo product placement probabilmente non richiesto...

Stefano barbacini

www.dysnews.eu

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