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CINEMA
15 Aprile 2018 - 11:57

DIARIO VISIVO

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A 077 sfida ai killers (Antonio Margheriti, ITA, 1966)
DIARIO VISIVO

Siamo nel 1966 e i film di Sean Connery 007 fanno grandi incassi e, come sempre a quei tempi, il nostro cinema si fa trovare pronto a sfornarne cloni (attenzione, non parodie tranne la sequenza dello scazzotamento in stile spaghetti western) per sfruttarne nome e successo.

Nel caso in questione Richard Harrison, alto, biondo, bello e scaltro è l’agente del controspionaggio 077 che, come il suo archetipo, si trova in mezzo ad intrighi spionistici in periodo guerra fredda, scienzati con scoperte strabilianti che i due schieramenti vogliono accaparrarsi, bombe, pistole e gadget fantasiosi (un anello che luccica se un bicchiere contiene veleno, le cimici che sono normali bottoni…). Ma soprattutto bellissime donne perfide e pronte a tutto.

La trama vede il nostro sostituirsi ad uno scienziato che ha scoperto una nuova fonte di energia più potente di quella nucleare e che Tommy Sturges (Aldo Cecconi truce e sudaticcio paralitico con cappellaccio da cowboy, completo bianco, sigaro e occhiali a specchio), preoccupato petroliere per cui la scoperta rischia di diventare una rovina finanziaria, cerca di far ammazzare in tutti i modi. Tramite la sua organizzazione che vede a capo Janine Reynaud, la statuaria rossa che vedremo poi nudissima e maiala nei film di Jess Franco, e l’orientaleggiante Mitsouko, luminosa e affascinante sui suoi tacchi a spillo e i cui occhi a mandorla si sono già potuti ammirare in episodi precedenti di 077 (ma una particina l’ha avuta anche al fianco dell’originale James Bond). Le due assoldano vari killer per far fuori il nostro che, naturalmente, li elimina uno dietro l’altro mandando alle committenti messaggi tipo “mandate il secondo, il primo s’è rotto”.

Tra Ginevra e Casablanca il biondo Harrison avrà a che fare con altre due algide bellezze, Susy Andersen (la donna collaboratrice di Sturges e che questi brama avere) e Wandisa Guida (la moglie dello scienziato sostituito da 077), entrambe dalla doppia vita e decisamente più… efficaci dei killer nel perseguitare l’eroe.

Dirige Margheriti con divertimento e qualche soluzione che ricorda (zoom, carrelli laterali, colori saturi) come siamo nel pieno del boom dello stile del cinema di genere all’italiana.

“Una delle migliori spy-stories all’italiana” per Amarcord.

“Spionistico tradizionale(…) qualche luce ce l’ha: le sequenze di movimento, le scazzottate, sono girate con notevole estro, dalla lotta in interno tra Harrison e Freddy Unger che sembra accelerata tanto è veloce ma non lo è, alla rissa comica nella taverna allgerina, piena di quelle stesse gag che faranno la fortuna delle bagarre di Bud Spencer e Terence Hill.” per Nocturno (speciale Margheriti sul numero 123 della rivista).

Product placement principalmente di prodotti “liquidi”. Con il JOHNNY WALKER viene fatto rinvenire Harrison (al posto dei troppo ovvi sali…), una cantina di DUBONNET fa da scenario ad una delle scene cult del film (quella in cui la Reynaud frusta Mitsouko), mentre RICARD e CINZANO sfruttano le loro pubblicità nei locali su porte e posacenere. Due giornali ben famosi come LE FIGARO e PLAYBOY appaiono, il secondo letto da un brutto ceffo a cui appare una Andersen da sturbo in bikini prima di finire da lei ammazzato. Infine AIR FRANCE.

STEFANO BARBACINI

Killers Are Challenged

Regia: Antonio Margheriti
Produzione: Titanus
Data di uscita: 01/01/1963

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